Alcol, spia rossa per gli adolescenti
il direttore di Pediatria: «Noi ogni giorno impegnati per fatti anche molto gravi»
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SASSARI. «Una descrizione della nostra attività assistenziale che non corrisponde alla realtà e offende il lavoro svolto quotidianamente con sacrificio dai medici dell’unità operativa complessa di Pediatria. Una descrizione che danneggia anche l’immagine della nostra Azienda».
È la posizione del direttore della Pediatria dell’Aou di Sassari, professor Roberto Antonucci, che interviene a seguito di un articolo apparso ieri sul nostro giornale. Qui, sulla vicenda di una tredicenne in coma etilico, si legge che “… nel reparto di Pediatria delle Cliniche di San Pietro, con i medici chiamati solitamente a occuparsi di fastidiose colichette, febbri da cavallo, e qualche bernoccolo, a dover gestire un vero e proprio coma etilico”. «In questo modo – riprende Antonucci – si ignora totalmente la reale attività di un reparto di Pediatria e, in special modo, della nostra unità operativa, che rappresenta il punto di riferimento per l’assistenza pediatrica del Nord Sardegna. I medici della nostra Pediatria sono impegnati quotidianamente nella cura di un ampio spettro di patologie, anche molto gravi, inclusa l’intossicazione acuta da alcol, non infrequente in età adolescenziale. «Ecco allora – conclude il direttore della Pediatria – che la descrizione che si fa della nostra attività, anche se involontariamente perché non la si conosce, ci offende». É giusto sottolineare che l’autore dell’articolo non intendeva assolutamente offendere i pediatri, ma dire in realtà che nelle ore notturne il pronto soccorso è solitamente abituato ad accogliere con grande professionalità neonati e bambini e meno frequentemente ragazzini in coma etilico.
È la posizione del direttore della Pediatria dell’Aou di Sassari, professor Roberto Antonucci, che interviene a seguito di un articolo apparso ieri sul nostro giornale. Qui, sulla vicenda di una tredicenne in coma etilico, si legge che “… nel reparto di Pediatria delle Cliniche di San Pietro, con i medici chiamati solitamente a occuparsi di fastidiose colichette, febbri da cavallo, e qualche bernoccolo, a dover gestire un vero e proprio coma etilico”. «In questo modo – riprende Antonucci – si ignora totalmente la reale attività di un reparto di Pediatria e, in special modo, della nostra unità operativa, che rappresenta il punto di riferimento per l’assistenza pediatrica del Nord Sardegna. I medici della nostra Pediatria sono impegnati quotidianamente nella cura di un ampio spettro di patologie, anche molto gravi, inclusa l’intossicazione acuta da alcol, non infrequente in età adolescenziale. «Ecco allora – conclude il direttore della Pediatria – che la descrizione che si fa della nostra attività, anche se involontariamente perché non la si conosce, ci offende». É giusto sottolineare che l’autore dell’articolo non intendeva assolutamente offendere i pediatri, ma dire in realtà che nelle ore notturne il pronto soccorso è solitamente abituato ad accogliere con grande professionalità neonati e bambini e meno frequentemente ragazzini in coma etilico.
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