«Accolgo tutto, anche le ingiustizie»
Peru (4 anni): la mia unica colpa? Essere amico di un medico che curò mio padre
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SASSARI. Quattro anni di reclusione che pesano come un macigno per il consigliere regionale Antonello Peru (esponente di “Cambiamo Udc”), condannato per associazione a delinquere finalizzata alla truffa ai danni dei familiari dei malati ma assolto dall’abuso d’ufficio.
E proprio l’assoluzione da questo reato (contro la pubblica amministrazione) gli eviterà la sospensione dalla carica politica. Per l’intera serata si sono rincorse voci sulla pressoché certa decadenza da consigliere regionale in virtù dell’applicazione della legge Severino che prevede per alcune tipologie di reato la sospensione dagli incarichi politici anche in caso di condanna di primo grado. Ma non per l’associazione “semplice” a delinquere. Ad Antonello Peru, infatti, non è stato contestato di aver fondato l’associazione ma di avervi partecipato. E quindi, trattandosi di un pronunciamento del giudice non definitivo (bisogna infatti attendere i tre gradi di giudizio), potrà continuare a fare il politico. «Una sentenza che ci ha sorpreso – ha commentato l’avvocato Luigi Esposito che difende Peru con il collega Marco Enrico – e che riteniamo profondamente ingiusta. Attendiamo le motivazioni e poi ricorreremo in appello».
«Sono sereno – è stato il commento a caldo del consigliere regionale – e soprattutto convinto di non aver commesso alcun reato. La mia unica colpa è quella di aver conosciuto Dore e la D’Onofrio, quest’ultima per aver avuto in cura mio padre». Anche Peru, così come i suoi legali, confida nel secondo grado di giudizio: «Accolgo tutto, anche le ingiustizie come questa e aspetto con fiducia il processo d’appello».
Na.Co.
E proprio l’assoluzione da questo reato (contro la pubblica amministrazione) gli eviterà la sospensione dalla carica politica. Per l’intera serata si sono rincorse voci sulla pressoché certa decadenza da consigliere regionale in virtù dell’applicazione della legge Severino che prevede per alcune tipologie di reato la sospensione dagli incarichi politici anche in caso di condanna di primo grado. Ma non per l’associazione “semplice” a delinquere. Ad Antonello Peru, infatti, non è stato contestato di aver fondato l’associazione ma di avervi partecipato. E quindi, trattandosi di un pronunciamento del giudice non definitivo (bisogna infatti attendere i tre gradi di giudizio), potrà continuare a fare il politico. «Una sentenza che ci ha sorpreso – ha commentato l’avvocato Luigi Esposito che difende Peru con il collega Marco Enrico – e che riteniamo profondamente ingiusta. Attendiamo le motivazioni e poi ricorreremo in appello».
«Sono sereno – è stato il commento a caldo del consigliere regionale – e soprattutto convinto di non aver commesso alcun reato. La mia unica colpa è quella di aver conosciuto Dore e la D’Onofrio, quest’ultima per aver avuto in cura mio padre». Anche Peru, così come i suoi legali, confida nel secondo grado di giudizio: «Accolgo tutto, anche le ingiustizie come questa e aspetto con fiducia il processo d’appello».
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