"Pronto 118? Non respiro": le giornate in prima linea della centrale operativa

Covid, a Sassari al fianco degli operatori che non hanno un minuto di pausa durante il loro impegno

SASSARI. I 5 monitor della centrale operativa del 118 di Sassari si illuminano di continuo, non c’è un solo istante in cui almeno un operatore non sia impegnato con una richiesta di soccorso. La centrale operativa è subissata da richieste di soccorso. Sono quasi tutti pazienti covid che chiedono assistenza. Un lavoro che non finisce più e costringe gli operatori a uno sforzo continuo. Il covid cambia le voci. Le assottiglia, le fa più strascicate.

Gli operatori telefonici del 118 ormai ci hanno fatto l’orecchio. Loro spiegano che i medici di famiglia, in questo fronte caldo, combattono dalle retrovie. Non vanno a visitare i loro assistiti. Fanno tutto a distanza e per telefono. Avvisano l’Usca. Ma l’Usca non è un esercito di postini che l’indomani bussa alla porta, sono pochi e si attivano dopo giorni. E il malato di covid si sente peggiorare e disperato si rivolge al 118.

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