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Camice e chitarra, la missione di Antonio

Camice e chitarra, la missione di Antonio

A 74 anni se n’è andato dottor Contini: medico di tanti, una vita per la musica e l’ambiente nel cuore

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PORTO TORRES. In via Amsicora 73 nello storico ambulatorio c’è rimasta la targa, di quelle vecchio stile: Dr. Antonio Contini medico chirurgo. Un segno per dire che le persone non se ne vanno mai, basta avere la capacità di conservare i ricordi e non banalizzare mai ciò che hanno fatto.

Antonio aveva 74 anni, era in pensione da qualche tempo, dopo più di 35 anni di servizio alla gente della sua città. Ma era uno di quei medici di famiglia che non escono mai fuori ruolo, così se lo incontravi e avevi un problema, un dubbio, una cosa da chiedere, lui ti rispondeva. Ti aiutava. Ha rappresentato un punto di riferimento per i giovani e per gli anziani di Porto Torres e ora che se n’è andato così all’improvviso, in questa coda velenosa di un 2020 da dimenticare, c’è già un vuoto enorme.

Gentile e mite ma non certo arrendevole, professionale, mai sopra le righe, uomo di grande cultura con una finestra sempre aperta sul sociale. Musicista senza barriere, amava suonare e cantare. Con la sua chitarra ha fatto parte della lunga carriera con il gruppo degli Squali, la sua voce - ma anche l’esperienza e la saggezza - ha viaggiato in giro per il mondo prima con il Coro Polifonico Turritano e poi con i Cantori della Resurrezione, a fianco del suo maestro e amico don Tonino Sanna che “guai a chi me lo tocca”.

Sapeva parlare ai giovani Antonio Contini, forse per i suoi modi semplici, quel sapersi mettere sullo stesso piano (a volte anche un gradino sotto per poi risalire insieme) e quel senso di comunità che aveva maturato nella esperienza del gruppo scout del quale è stato tra i fondatori. Da poco aveva parlato della malattia, una di quelle rare, scherzandoci sopra come era nel suo modo di fare. Un bastone per aiutarsi a camminare meglio, di fronte al mare di Balai. E quella battuta sempre pronta in dialetto portotorrese che rendeva quasi effervescente il racconto o il ricordo. Ambientalista vero (non di quelle figure costruite sulle necessità e le convenienze del momento), Antonio Contini è stato un consigliere comunale prezioso. Ogni volta che portava un contributo in aula si intuiva che dietro c’erano studio e preparazione, amore per la sua città. Passione vera.

L’ultima volta avevamo parlato del momento difficile, di una città in grave difficoltà, della sua preoccupazione per i giovani, del dramma degli anziani soli. Aveva ricordato un amico comune, musicista, chitarrista e medico pneumologo come lui: Gigi Eletti, scomparso improvvisamente alcuni anni fa. Ne aveva parlato al presente riferendosi alla scuola, , allo stesso modo di vedere la Porto Torres del domani. Aveva in testa mille idee, e quando cominciava a parlare non si fermava mai perché non riusciva a tenere a bada il suo interesse, la voglia di fare e quella passione straordinaria per la sua città che ne facevano un eterno ragazzo. Fai buon viaggio dottò, una chitarra ti aspetta lassù. (g.ba.)

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