La storia di Teresa: «Un inferno lungo 20 anni, ora sono libera di vivere»

Mercoledì 25 novembre è la Giornata internazionale per la lotta alla violenza sulle donne. Il racconto di una vittima di abusi psicologici e fisici da parte del suo ex compagno: «Mi umiliava davanti ai nostri figli. L’ho lasciato e ha cominciato a perseguitarmi»

SASSARI. Teresa ha imparato da poco a guidare l’auto guardando avanti e non nello specchietto retrovisore. Ha anche riscoperto una sensazione semplice ma dimenticata: camminare libera per strada, senza due scanner puntati addosso che contano i tuoi passi e controllano dove vai, chi incontri, a chi sorridi. Teresa è uscita dalla prigione in cui era finita più di 20 anni fa e solo da poco ha capito che le sbarre c’erano sempre state anche se lei inizialmente non le vedeva.

È una vittima di violenza da parte di un uomo, l’ex compagno padre dei suoi due figli oggi quasi adolescenti. «Violenza psicologica innanzitutto, ma anche fisica. Dovevo fare quello che lui voleva, assecondarlo sempre. Se mi opponevo erano guai». Botte ma soprattutto umiliazioni: il ritornello era “sei una incapace, una fallita, sei niente”. Oggi Teresa ha 48 anni e sta vivendo una seconda vita: «La prima in realtà, perché l’altra non è stata una vita ma una esistenza grigia segnata dall’ansia, dalla paura, dal buio. Ora rivedo la luce, i colori».

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