Buoni spesa per indigenti, presto il bando comunale
di Gavino Masia
Con i fondi del Ristori-Ter l’amministrazione annuncia nuove misure di sostegno L’assessora Fois: «Iniziative che favoriranno anche il commercio cittadino»
2 MINUTI DI LETTURA
PORTO TORRES. Dopo il contributo di quasi 179mila euro ricevuto dal decreto Ristori-Ter da destinare alle famiglie turritane in forte difficoltà economica, attraverso i cosiddetti voucher, l’amministrazione comunale ha deciso di bandire quanto prima una manifestazione d’interesse riservata a tutti gli esercenti cittadini che vendono beni alimentari di prima necessità. «Stiamo provvedendo a bandire la manifestazione sui buoni spesa – assicura l’assessora alle Politiche sociali Simona Fois –, avendo a cuore che gli importi stabiliti ricadano però su tutta la filiera commerciale cittadina e con il forte auspicio di un’importante presenza dei piccoli esercizi: gli uffici si stanno adoperando per studiare i criteri di accesso in grado di individuare le famiglie realmente in difficoltà e stiamo lavorando affinché la procedura operativa consenta ai beneficiari di entrare in possesso del buono spesa con una ragionevole tempistica, quantificata in ventiquattro ore». Nella prima manifestazione d’interesse molti piccoli esercenti non avevano potuto aderire a ricevere i buoni spesa, perché il taglio minimo di 100 euro era troppo elevato per un cittadino da spendere in un unico piccolo esercizio commerciale.
Con la seconda emergenza sanitaria è aumentato anche il numero delle famiglie bisognose che si rivolgono alle Caritas cittadine e ai Servizi sociali. Nei mesi precedenti al periodo estivo aveva funzionato molto bene il progetto “La spesa sospesa”, dove sia i cittadini sia le aziende confermavano di avere gran cuore e generosità verso i nuclei familiari indigenti. L’iniziativa era stata promossa dalla precedente amministrazione comunale in stretta collaborazione con la Consulta del volontariato di Porto Torres, durante il lockdown, e i volontari avevano svolto interrottamente l’attività consegnando venti tonnellate di viveri ad oltre 400 famiglie. Il tema dei buoni spesa – considerando le difficoltà dalla seconda ondata della pandemia – è stato quindi uno dei primi argomenti affrontati dalla nuova amministrazione con gli uffici dei Servizi sociali, che stanno sveltendo le pratiche affinché i voucher arrivino al più presto a chi ne ha davvero bisogno. «L’idea è quella di replicare l’utilizzo di voucher elettronici come nel primo periodo del Covid-19 – aggiunge l’assessora – e abbiamo accolto favorevolmente lo spirito collaborativo e la proposta del consigliere Bastianino Spanu (Psd’Az) di provare a frazionare i buoni spesa con un importo da 25 euro ciascuno. Con la proposta, la cui fattibilità sarà valutata attentamente dagli uffici, speriamo di poter attivare in tempi rapidi uno strumento utile e immediato nei confronti delle famiglie bisognose». Una proposta finalizzata a far lavorare anche i piccoli esercizi cittadini, dunque, coinvolgendoli in un processo economico legato al consumo di generi alimentari che non avvantaggi solo ed esclusivamente le attività commerciali della grande distribuzione.
Con la seconda emergenza sanitaria è aumentato anche il numero delle famiglie bisognose che si rivolgono alle Caritas cittadine e ai Servizi sociali. Nei mesi precedenti al periodo estivo aveva funzionato molto bene il progetto “La spesa sospesa”, dove sia i cittadini sia le aziende confermavano di avere gran cuore e generosità verso i nuclei familiari indigenti. L’iniziativa era stata promossa dalla precedente amministrazione comunale in stretta collaborazione con la Consulta del volontariato di Porto Torres, durante il lockdown, e i volontari avevano svolto interrottamente l’attività consegnando venti tonnellate di viveri ad oltre 400 famiglie. Il tema dei buoni spesa – considerando le difficoltà dalla seconda ondata della pandemia – è stato quindi uno dei primi argomenti affrontati dalla nuova amministrazione con gli uffici dei Servizi sociali, che stanno sveltendo le pratiche affinché i voucher arrivino al più presto a chi ne ha davvero bisogno. «L’idea è quella di replicare l’utilizzo di voucher elettronici come nel primo periodo del Covid-19 – aggiunge l’assessora – e abbiamo accolto favorevolmente lo spirito collaborativo e la proposta del consigliere Bastianino Spanu (Psd’Az) di provare a frazionare i buoni spesa con un importo da 25 euro ciascuno. Con la proposta, la cui fattibilità sarà valutata attentamente dagli uffici, speriamo di poter attivare in tempi rapidi uno strumento utile e immediato nei confronti delle famiglie bisognose». Una proposta finalizzata a far lavorare anche i piccoli esercizi cittadini, dunque, coinvolgendoli in un processo economico legato al consumo di generi alimentari che non avvantaggi solo ed esclusivamente le attività commerciali della grande distribuzione.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
