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Sassari

«Non possiamo neppure ammalarci»

«Non possiamo neppure ammalarci»

Ieri il flash mob dei magistrati onorari: lavoriamo senza tutele, vogliamo dignità

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SASSARI. Hanno indossato la toga e hanno tenuto in mano il codice e una rosa rossa. Tre dettagli che condensano lo spirito con il quale ieri mattina i magistrati onorari di Sassari hanno partecipato al flash mob davanti all’ingresso del tribunale di Sassari.

“Il pane e le rose”, proprio come fecero nel 1912 le operaie di un’industria tessile che manifestarono per chiedere oltre al salario minimo garantito (il pane) anche condizioni che permettessero loro di vivere con dignità (la rosa rossa). Ad esempio una tutela per le malattie, per la gravidanza, tutte le tutele giuslavoriste.

C’erano tutte le rappresentanze ieri sui gradini del palazzo di giustizia: vpo (viceprocuratori onorari), got (giudici onorari di tribunale) e giudici onorari di pace. Erano lì a chiedere il rispetto dei propri diritti. Lo hanno fatto a Sassari, a Cagliari e in molti altri tribunali d’Italia. Un segnale forte di solidarietà verso tre giudici onorari di Palermo che dal primo dicembre, per la prima volta in Italia, hanno deciso di iniziare uno sciopero della fame a oltranza per contestare le condizioni precarie di lavoro degli oltre 5mila togati onorari italiani, pagati a cottimo, senza alcun contributo previdenziale e senza neanche la possibilità di ammalarsi.

Mancanza di tutele che si è registrata anche in piena pandemia quando alcuni magistrati onorari ammalatisi di Covid e finiti in terapia intensiva hanno dovuto lasciare le famiglie prive di qualsiasi ristoro perché a loro non sarebbe spettata nessuna tutela per malattia. «I magistrati onorari della Sardegna prendono atto dell’inerzia dimostrata dal Governo nel dare attuazione ai principi espressi dalla recente sentenza della Corte di giustizia europea – hanno scritto in un comunicato congiunto – che, nel luglio scorso, ha riconosciuto ai magistrati onorari italiani la qualifica di lavoratori subordinati, la cui disapplicazione, da parte del Governo italiano, comporterebbe l’avvio della procedura d’infrazione, con conseguente grave danno economico per l’intero Paese. Ma la principale preoccupazione è che, a fronte di tale stato di fatto, i magistrati onorari stanno assolvendo ogni giorno, in questi ultimi mesi caratterizzati dal dilagare del covid, nei tribunali italiani, allo svolgimento delle udienze civili e penali loro delegate dai capi degli uffici, senza alcuna tutela economica e previdenziale, e senza alcuna misura di sostegno o ristoro al reddito, in caso di assenza dal lavoro, previste per la maggior parte dei lavoratori dipendenti e autonomi». (na.co.)



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