Capo Caccia, ambiente da salvare

Ieri la manifestazione di “Liberu”. Taglio dei ginepri, interpellanza al sindaco

ALGHERO. Si sono ritrovati in tanti ieri mattina nel belvedere di Capo Caccia ad Alghero per partecipare alla manifestazione promossa da “Liberu-Liberos Rispetados Uguales” voluta per tenere alta l’attenzione sull’opera di disboscamento nell’area davanti all’albergo “Capo Caccia”. Ambientalisti e semplici cittadini hanno risposto all’appello del movimento, sono arrivati con bandiere e striscioni e con ogni mezzo (auto, bici e monopattini) per testimoniare con la loro presenza la contrarietà ad azioni prive delle necessarie autorizzazioni e compiute in aree di pregio come quella che ricade nel territorio del parco regionale di Porto Conte.

«I sardi non sono più disposti a lasciare che ci siano persone che agiscono come meglio credono e al di fuori delle regole», ha commentato Pier Franco Devias di “Liberu”.

La drastica rimozione di alberi di ginepro e di altre colture era stata scoperta e denunciata alla procura della Repubblica di Sassari (che ha messo sotto sequestro l’intero cantiere) dagli agenti del Corpo forestale e di Vigilanza ambientale. E sulla vicenda si registra la presa di opposizione del gruppo di opposizione del consiglio comunale di Alghero. In una interrogazione, con richiesta di risposta scritta, rivolta al sindaco Mario Conoci i 9 consiglieri chiedono di «conoscere nel dettaglio ciò che è avvenuto nello spazio di pertinenza dell’Hotel Capo Caccia, fatto reso noto solo dopo l'intervento del Corpo forestale e di vigilanza ambientale della Regione che ha posto sotto sequestro l'area e la struttura onde evitare il proseguo dell'azione demolitiva».

Sindaco e presidente del Parco di Porto Conte avevano già dichiarato di non avere ricevuto richieste in merito al rilascio di eventuali autorizzazioni: il primo ha annunciato la costituzione di parte civile, il secondo ha ribadito che in ogni caso nessuna autorizzazione verrebbe mai rilasciata.

Esposito, Cacciotto, Ferrara, Pirisi, Di Nolfo, Sartore, Bruno, Ornella Piras, Porcu chiedono al sindaco di «riconsiderare come prioritaria la difesa e tutela del paesaggio e del patrimonio ambientale».



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