«Il Covid è terribile, grazie ai sanitari»
Il racconto del dentista Delfino tornato a casa dopo 3 settimane di ricovero
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PORTO TORRES. Quella del dottor Giuseppe Delfino è un’esperienza che da un lato racconta della pericolosità del Covid19, dall’altro testimonia le grandi professionalità e umanità del personale medico e infermieristico del Meu- Covid della Clinica di San Pietro di Sassari diretto dal professor Alessandro Fois.
«Il 10 novembre sono risultato positivo al Covid – esordisce il 63enne dentista –. Sono rimasto in terapia domiciliare per due settimane, senza grossi sintomi», continua Giuseppe Delfino. Ma proprio quando sembrava che la fase critica fosse passata, «ho cominciato ad avere problemi di saturazione». Servendosi di ausili domiciliari per l’ossigenoterapia, il dentista si rende conto di non potercela fare. Chiama il 118, viene trasportato in pronto soccorso e subito sottoposto agli esami del caso. La diagnosi è quella più temuta: insufficienza respiratoria da polmonite Sars-cov2. «La mia permanenza in pronto soccorso è durata due giorni, in attesa che si liberassero posti nei vari reparti», rivela Delfino. Poi, finalmente, il trasferimento al Meu-Covid della clinica di San Pietro. «Ci sono rimasto quasi tre settimane – racconta il dentista – ho ricevuto grandi attenzioni e cure dall’intero staff di medici, infermieristico ed il personale tutto, perché curano con alta qualità professionale, singolare calore umano ed efficienza organizzativa, frutto di un necessario rapporto di umana e responsabile collaborazione. Cure e attenzioni che per i pazienti più deboli ed anziani si moltiplicano». Ecco perché il dentista vuole ringraziare ed elogiare l’intero staff. «Il mio vuole essere un messaggio di speranza – conclude Giuseppe Delfino –. Si può vincere, il vaccino ormai è disponibile, non abbassiamo la guardia. La “fame d’aria” è una cosa terribile, molti non ce la fanno a sopravvivere ma la sanità, nonostante le difficoltà, ci tutela con i sacrifici e l’amore degli operatori».
Emanuele Fancellu
«Il 10 novembre sono risultato positivo al Covid – esordisce il 63enne dentista –. Sono rimasto in terapia domiciliare per due settimane, senza grossi sintomi», continua Giuseppe Delfino. Ma proprio quando sembrava che la fase critica fosse passata, «ho cominciato ad avere problemi di saturazione». Servendosi di ausili domiciliari per l’ossigenoterapia, il dentista si rende conto di non potercela fare. Chiama il 118, viene trasportato in pronto soccorso e subito sottoposto agli esami del caso. La diagnosi è quella più temuta: insufficienza respiratoria da polmonite Sars-cov2. «La mia permanenza in pronto soccorso è durata due giorni, in attesa che si liberassero posti nei vari reparti», rivela Delfino. Poi, finalmente, il trasferimento al Meu-Covid della clinica di San Pietro. «Ci sono rimasto quasi tre settimane – racconta il dentista – ho ricevuto grandi attenzioni e cure dall’intero staff di medici, infermieristico ed il personale tutto, perché curano con alta qualità professionale, singolare calore umano ed efficienza organizzativa, frutto di un necessario rapporto di umana e responsabile collaborazione. Cure e attenzioni che per i pazienti più deboli ed anziani si moltiplicano». Ecco perché il dentista vuole ringraziare ed elogiare l’intero staff. «Il mio vuole essere un messaggio di speranza – conclude Giuseppe Delfino –. Si può vincere, il vaccino ormai è disponibile, non abbassiamo la guardia. La “fame d’aria” è una cosa terribile, molti non ce la fanno a sopravvivere ma la sanità, nonostante le difficoltà, ci tutela con i sacrifici e l’amore degli operatori».
Emanuele Fancellu
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