Campo rom, bonifica più vicina
di Gavino Masia
Lunedì prossimo il Comune aggiudicherà la gara d’appalto per riqualificare l’area di Ponte Pizzinnu
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PORTO TORRES. Il settore Ambiente del Comune esaminerà questa settimana le offerte presentate da sei aziende – Ciclat trasporti ambiente società cooperativa, È Ambiente Srl, Eco Olbia Srl, Ecorecuperi Srl, Ecoserdiana Spa e Sanna trasporti Srl/Naturambiente Srl – per la gara di appalto europea relativa alla bonifica del campo nomadi di Ponte Pizzinnu. E lunedì prossimo la commissione presieduta dal dirigente dei Lavori pubblici, Massimo Ledda, dovrebbe aggiudicare la gara alla società vincitrice. Dopo l’aggiudicazione e i controlli di rito, scattano i 45 giorni di tempo per la realizzazione di tutti gli interventi previsti nel capitolato d’appalto. All’interno dell’area sosta vive ancora un nucleo familiare di sette persone, che si sta comunque attivando, col supporto dell’agenzia immobiliare, per reperire una abitazione così come previsto dalla progettualità rivolta alla comunità nomade presente all’interno del territorio comunale.
Il conto alla rovescia per eliminare le macro discariche presenti nel area tra Ponte Pizzinnu e la strada vicinale Funtana Cherchi - situazione igienico-sanitaria oramai fuori controllo come testimoniato dalle relazioni delle forze dell’ordine - è scattata nei giorni scorsi con l’ordinanza firmata dal sindaco Massimo Mulas. Un provvedimento amministrativo che prorogava di ulteriori 15 giorni lo sgombero del campo rom, in attesa della conclusione delle procedure amministrative per l'assegnazione degli importi economici che spettano ai componenti della famiglia ancora presente nel campo sosta. Il primo cittadino procederà in ogni caso allo sgombero coattivo attraverso l’utilizzo della forza pubblica, di quanto ancora presente nell’area. Ossia roulotte, case mobili, manufatti e fabbricati. Gli oggetti personali rimossi saranno restituiti ai legittimi proprietari, previo però il pagamento delle spese di rimozione e custodia. Questo significa che il progetto per la bonifica dei rifiuti pericolosi, 331 mila il finanziamento, deve andare avanti. E prima dell’attività di rimozione dei rifiuti sono state già programmate le varie fasi preliminari: delimitazione delle aree di cantiere e installazione dei cartelli segnaletici, preparazione dell’area di deposito temporaneo con telo impermeabile che assicuri la protezione del suolo da eventuali contatti con i rifiuti. Si provvederà inoltre al confinamento dell’area di cantiere e si attrezzerà lo stesso cantiere per effettuare in sicurezza il deposito temporaneo di rifiuti, utilizzando cassoni scarrabili metallici a perfetta tenuta stagna del fondo e con copertura impermeabile. Dalla data di sottoscrizione del contratto sono dunque previsti 45 giorni di interventi per la bonifica dell’area del campo. E le operazioni successive alla rimozione dei rifiuti, riguardano l’asportazione dei primi 10 centimetri di suolo che andranno gestiti sempre come rifiuti. Nel progetto è previsto infine il campionamento e l’analisi a 20 centimetri di profondità del campo rom, dove sono stoccati rifiuti di tutte le tipologie, anche speciali.
Il conto alla rovescia per eliminare le macro discariche presenti nel area tra Ponte Pizzinnu e la strada vicinale Funtana Cherchi - situazione igienico-sanitaria oramai fuori controllo come testimoniato dalle relazioni delle forze dell’ordine - è scattata nei giorni scorsi con l’ordinanza firmata dal sindaco Massimo Mulas. Un provvedimento amministrativo che prorogava di ulteriori 15 giorni lo sgombero del campo rom, in attesa della conclusione delle procedure amministrative per l'assegnazione degli importi economici che spettano ai componenti della famiglia ancora presente nel campo sosta. Il primo cittadino procederà in ogni caso allo sgombero coattivo attraverso l’utilizzo della forza pubblica, di quanto ancora presente nell’area. Ossia roulotte, case mobili, manufatti e fabbricati. Gli oggetti personali rimossi saranno restituiti ai legittimi proprietari, previo però il pagamento delle spese di rimozione e custodia. Questo significa che il progetto per la bonifica dei rifiuti pericolosi, 331 mila il finanziamento, deve andare avanti. E prima dell’attività di rimozione dei rifiuti sono state già programmate le varie fasi preliminari: delimitazione delle aree di cantiere e installazione dei cartelli segnaletici, preparazione dell’area di deposito temporaneo con telo impermeabile che assicuri la protezione del suolo da eventuali contatti con i rifiuti. Si provvederà inoltre al confinamento dell’area di cantiere e si attrezzerà lo stesso cantiere per effettuare in sicurezza il deposito temporaneo di rifiuti, utilizzando cassoni scarrabili metallici a perfetta tenuta stagna del fondo e con copertura impermeabile. Dalla data di sottoscrizione del contratto sono dunque previsti 45 giorni di interventi per la bonifica dell’area del campo. E le operazioni successive alla rimozione dei rifiuti, riguardano l’asportazione dei primi 10 centimetri di suolo che andranno gestiti sempre come rifiuti. Nel progetto è previsto infine il campionamento e l’analisi a 20 centimetri di profondità del campo rom, dove sono stoccati rifiuti di tutte le tipologie, anche speciali.
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