Cocaina in auto e resistenza, assolto un 34enne

Escluso lo spaccio. Il giudice: «Imputato nervoso perché avrebbe perso la sostanza da cui dipendeva»

SASSARI. Per il giudice Mauro Pusceddu il “nervosismo” che l’imputato aveva mostrato durante il controllo da parte dei carabinieri non sarebbe stato causato dalla consapevolezza di essere in possesso di un quantitativo di droga destinata allo spaccio, piuttosto sarebbe invece «compatibile con la situazione emotiva di chi perde la sostanza da cui dipende».

Con questa motivazione un 34enne di Ozieri (difeso nel processo che si è concluso alcuni giorni fa dall’avvocato Antonio Secci), è stato assolto “perché il fatto non sussiste”.

L’uomo era finito a giudizio per un fatto accaduto nel 2013 quando era stato fermato da una pattuglia dei carabinieri per un normale controllo. A bordo della sua Fiat Punto i militari avevano ritrovato dieci involucri contenenti cocaina. Per i militari quella sostanza stupefacente «per quantità e per le circostanze complessive dell’azione (occultamento e nervosismo alla vista delle forze dell’ordine) era destinata a un uso non esclusivamente personale», così era scritto nel decreto del gup che disponeva il giudizio.

Al 34enne erano contestati anche i reati di resistenza «per aver usato violenza nei confronti di un carabiniere al fine di strappargli dalle mani il portamonete contenente sostanza stupefacente e darsi alla fuga nelle vicine campagne in modo da occultare il resto (degli involucri ndc)». E ancora «per aver dichiarato nel corso del controllo stradale un falso nome ai due militari di Ozieri». Per il primo capo d’accusa, accogliendo la tesi dell’avvocato Secci, il giudice ha pronunciato una sentenza di assoluzione, per gli altri due reati ha invece dichiarato non doversi procedere perché sono prescritti. (na.co.)

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