La Plata flop, snobbati gli arredi in donazione
di Salvatore Santoni
Non ha riscosso successo l’assegnazione gratuita di mobili e attrezzature Una mole di beni all’asta resta stipata all’interno dell’ex struttura ricettiva
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SORSO. Chi immaginava una ressa per accaparrarsi i pezzi migliori si sbagliava di grosso. Sì, perché lo spezzatino della Plata, servito gratis su un piatto d’argento, non ha suscitato grandi attenzioni. Ieri mattina l’amministrazione comunale di Sorso ha pubblicato la graduatoria del bando per la donazione dei mobili e delle attrezzature presenti nella struttura ricettiva.
Su cinque manifestazioni di interesse arrivate all’ente, due sono state scartate per errori nella documentazione, e le altre tre non hanno intaccato di nulla l’ingente mole di beni ancora stipati nell’albergo. La chiamata per la donazione riguardava gli arredi presenti nelle 47 camere della struttura ricettiva, e alcune attrezzature presenti nella direzione, nella reception e nel bar. Si parla di centinaia tra letti, armadi, tv, materassi, sedie da esterno, biancheria. E ancora, lavandini, phon, box doccia, portasapone, specchi. Al bando sono arrivate le domande di 5 rappresentanti di altrettante associazioni di volontariato. Due sono state escluse dalla commissione di gara perché non avevano i documenti in ordine. In particolare, c’è stata la bocciatura dell’Anteas, che da anni lavora in città per dare sollievo alle estreme povertà. Secondo i verbali di gara, infatti, l’associazione ha presentato la domanda in bianco: ha manifestato interesse senza però indicare quali beni chiedeva in donazione. La commissione ha quindi potuto fare soltanto una cosa: stralciare la domanda. Tra le tre istanze accolte e inserite in graduatoria ci sono invece quella dell’associazione guidata da padre Salvatore Morittu e il convento dei frati cappuccini di Sorso. Le loro richieste rappresentano comunque un’inezia nell’oceano di attrezzature presenti nella Plata e di cui il Comune non riesce a disfarsi. Chi è rimasto fuori – o chi vorrà partecipare per la prima volta – dall’assegnazione non deve disperare. L’amministrazione comunale, infatti, ha intenzione di effettuare una nuova chiamata. O meglio, due. La prima, annunciata nelle scorse settimane dal sindaco Fabrizio Demelas, riguarda i cosiddetti “beni di valore”. Si tratta in gran parte di strutture e attrezzature presenti nelle cucine e nel ristorante. Per loro è in programma un’asta per la vendita. La seconda chiamata, invece, riguarda una recall per i beni meno importanti di cui il Comune vuole liberarsi. «L’intenzione resta la stessa – spiega il primo cittadino – Ci attiveremo per assegnare i beni rimanenti nelle stanze dell’albergo in tutti i modi possibili, continuando lungo la stessa direzione avviata col bando. Valuteremo gli aspetti organizzativi con gli uffici per capire se sia necessario, per esempio, trasferire i beni da un’altra parte in attesa di concludere le donazioni. Una cosa è certa: si tratta di beni non strumentali alla missione dell’ente comunale».
«La Regione – aggiunge il sindaco – non ci ha messo fretta. Domani (oggi per chi legge, ndc) valuteremo cosa è rimasto dei beni che abbiamo voluto devolvere gratuitamente e come attivare ulteriori procedure per alienare ciò che è rimasto».
Su cinque manifestazioni di interesse arrivate all’ente, due sono state scartate per errori nella documentazione, e le altre tre non hanno intaccato di nulla l’ingente mole di beni ancora stipati nell’albergo. La chiamata per la donazione riguardava gli arredi presenti nelle 47 camere della struttura ricettiva, e alcune attrezzature presenti nella direzione, nella reception e nel bar. Si parla di centinaia tra letti, armadi, tv, materassi, sedie da esterno, biancheria. E ancora, lavandini, phon, box doccia, portasapone, specchi. Al bando sono arrivate le domande di 5 rappresentanti di altrettante associazioni di volontariato. Due sono state escluse dalla commissione di gara perché non avevano i documenti in ordine. In particolare, c’è stata la bocciatura dell’Anteas, che da anni lavora in città per dare sollievo alle estreme povertà. Secondo i verbali di gara, infatti, l’associazione ha presentato la domanda in bianco: ha manifestato interesse senza però indicare quali beni chiedeva in donazione. La commissione ha quindi potuto fare soltanto una cosa: stralciare la domanda. Tra le tre istanze accolte e inserite in graduatoria ci sono invece quella dell’associazione guidata da padre Salvatore Morittu e il convento dei frati cappuccini di Sorso. Le loro richieste rappresentano comunque un’inezia nell’oceano di attrezzature presenti nella Plata e di cui il Comune non riesce a disfarsi. Chi è rimasto fuori – o chi vorrà partecipare per la prima volta – dall’assegnazione non deve disperare. L’amministrazione comunale, infatti, ha intenzione di effettuare una nuova chiamata. O meglio, due. La prima, annunciata nelle scorse settimane dal sindaco Fabrizio Demelas, riguarda i cosiddetti “beni di valore”. Si tratta in gran parte di strutture e attrezzature presenti nelle cucine e nel ristorante. Per loro è in programma un’asta per la vendita. La seconda chiamata, invece, riguarda una recall per i beni meno importanti di cui il Comune vuole liberarsi. «L’intenzione resta la stessa – spiega il primo cittadino – Ci attiveremo per assegnare i beni rimanenti nelle stanze dell’albergo in tutti i modi possibili, continuando lungo la stessa direzione avviata col bando. Valuteremo gli aspetti organizzativi con gli uffici per capire se sia necessario, per esempio, trasferire i beni da un’altra parte in attesa di concludere le donazioni. Una cosa è certa: si tratta di beni non strumentali alla missione dell’ente comunale».
«La Regione – aggiunge il sindaco – non ci ha messo fretta. Domani (oggi per chi legge, ndc) valuteremo cosa è rimasto dei beni che abbiamo voluto devolvere gratuitamente e come attivare ulteriori procedure per alienare ciò che è rimasto».
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