Ponte Romano a rischio esondazione
Le forti piogge hanno alzato il livello del rio Mannu nella zona di interesse storico
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PORTO TORRES. Le forti piogge di questi giorni hanno causato l’esondazione del rio Mannu nelle campagne confinanti con il ponte Romano. Il livello dell’acqua del fiume si è infatti alzato oltre il livello di guardia, andando ad allagare un orto e causando la chiusura della strada vicinale che porta dal casotto alle campagne circostanti.
Anche il ponticello in cemento che si trova in zona “lu saltu di la pera” è stato superato dalla piena, invadendo i terreni adiacenti. Una situazione che si era verificata anche lo scorso anno, ma in quell’occasione lo straripamento del fiume aveva causato tanti danni economici agli agricoltori turritani che hanno le campagne lungo il percorso del rio Mannu. Da lunedì scorso nella zona di Fontana Vecchia è comunque presente la compagnia barracellare che sta monitorando costantemente il livello del fiume. Anche perché le piogge copiose stanno creando non pochi problemi al regolare deflusso dell’acqua alla foce. Il rio costeggia un’area naturale e archeologica di gran pregio, che attende però da circa vent’anni di essere restituita alla città per la sua fruibilità attraverso gli interventi di riqualificazione previsti dal progetto del Pit fluviale. L’auspicio dei cittadini è che gli interventi previsti possano cominciare veramente l’anno prossimo, considerato che l’iter procedurale ha esaurito quasi tutti gli step autorizzativi dei vari Enti.
Il Progetto definitivo del primo lotto del Pit fluviale è stato finanziato con una somma di 5 milioni e 229mila euro e nel frattempo il dirigente comunale dei Lavori pubblici ha anche individuato l’archeologo che si occuperà della sorveglianza archeologica quando cominceranno i lavori della ditta che vincerà l’appalto. Qualche mese fa il compianto assessore regionale ai Lavori pubblici, Roberto Frongia, ha finanziato con 500mila euro anche tutta la progettazione del Pit. Oltre a ricomprendere il rio Mannu nel dossier presentato al ministero dell’Ambiente per gli interventi infrastrutturali relativi alla mitigazione del rischio idrogeologico. (g.m.)
Anche il ponticello in cemento che si trova in zona “lu saltu di la pera” è stato superato dalla piena, invadendo i terreni adiacenti. Una situazione che si era verificata anche lo scorso anno, ma in quell’occasione lo straripamento del fiume aveva causato tanti danni economici agli agricoltori turritani che hanno le campagne lungo il percorso del rio Mannu. Da lunedì scorso nella zona di Fontana Vecchia è comunque presente la compagnia barracellare che sta monitorando costantemente il livello del fiume. Anche perché le piogge copiose stanno creando non pochi problemi al regolare deflusso dell’acqua alla foce. Il rio costeggia un’area naturale e archeologica di gran pregio, che attende però da circa vent’anni di essere restituita alla città per la sua fruibilità attraverso gli interventi di riqualificazione previsti dal progetto del Pit fluviale. L’auspicio dei cittadini è che gli interventi previsti possano cominciare veramente l’anno prossimo, considerato che l’iter procedurale ha esaurito quasi tutti gli step autorizzativi dei vari Enti.
Il Progetto definitivo del primo lotto del Pit fluviale è stato finanziato con una somma di 5 milioni e 229mila euro e nel frattempo il dirigente comunale dei Lavori pubblici ha anche individuato l’archeologo che si occuperà della sorveglianza archeologica quando cominceranno i lavori della ditta che vincerà l’appalto. Qualche mese fa il compianto assessore regionale ai Lavori pubblici, Roberto Frongia, ha finanziato con 500mila euro anche tutta la progettazione del Pit. Oltre a ricomprendere il rio Mannu nel dossier presentato al ministero dell’Ambiente per gli interventi infrastrutturali relativi alla mitigazione del rischio idrogeologico. (g.m.)
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