Sassari, Campus al vetriolo: «Dopo anni sprecati ora si può ripartire»
Giovanni Bua
Il primo cittadino traccia il bilancio : «Un 2020 orribile». «Azzerati errori e assurdità, al via progetti per milioni»
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SASSARI. È un bollettino di guerra quello con cui il sindaco Nanni Campus chiude l’orribile 2020. Con sconfitte, vittorie, tante battaglie e più di una punta di veleno, riservato a chi lo ha preceduto: «E che negli ultimi anni non ha fatto nulla». Ma più di tutto il rammarico per quel numero pesantissimo, che riempie la sala del consiglio di botto, e aleggia per tutta la mattinata: 370 morti in più rispetto al 2019 tra marzo, aprile e da settembre a dicembre. «Per loro avremmo potuto sicuramente fare di più».
La macchina. E il Covid riempie inevitabilmente a piene mani l’elenco delle cose fatte. A iniziare dal tentativo di resilienza che ha portato la macchina comunale a fare in pochi mesi quello che non si era fatto in decenni: telelavoro, trecento postazioni rinnovate, investimenti su rete fisica e wi-fi, nuovo sito in cantiere insieme allo sportello digitale. Proseguendo con l’indispensabile reclutamento nel personale: «Sette dirigenti – spiega il sindaco –, tra le 120 e le 130 assunzioni entro gennaio. Un lavoro che ci ha permesso di rimettere la struttura a correre. E di tenere botta in questi mesi, senza mollare niente, pur costretti a fare molto di più».
Servizi sociali. Quel molto di più che ben raccontano i numeri dei servizi sociali. Che, oltre al non facile ordinario, si sono trovati a esaminare più di 4mila domande per i buoni spesa, erogandone più di 3mila. Con altri 821mila euro in arrivo a gennaio per il primo soccorso a chi non riesce più a mettere insieme il pranzo con la cena. E poi la gestione dell’erogazione di 6 milioni e rotti di aiuti regionali, arrivati nelle tasche di 5937 famiglie.
Polizia locale. Ma anche l’impegno in prima linea della polizia locale di Gianni Serra, cuore della protezione civile, con il primo piano in regione aggiornato al Covid, del coordinamento del volontariato, del controllo del territorio, con 18mila identificazioni e più di 1000 sanzioni.
Il buco. Il tutto dovendo fare in conti con una voragine aperta dalle mancate entrate: Imu, Tari, Tasi, addizionali. Quasi sette milioni in meno. «Ma che la Ragioneria – spiega il sindaco – ha lavorato pancia a terra per recuperare. Andando a scovare residui non utilizzati dal 2000. Riallineando decine di volte il bilancio, riallocando ogni singolo euro risparmiato. E andando anche a caccia dei soliti evasori, dai quali abbiamo recuperato 2 milioni e 600mila euro».
La città. Ma non c’è solo Covid. Con Campus che da qualche tempo ha recuperato spirito pugnace, soprattutto contro quel centrosinistra che lo accusa di essere chiuso nelle sue stanze, confuso e sordo ai bisogni della città. «Io ascolto, lavoro, studio. Non vado in giro a costruirmi carriere».
Lavori pubblici. A iniziare dalle grandi incompiute. «La metrotranvia ad esempio – spiega –. Ho messo in sicurezza soldi che, dopo 15 anni passati a far nulla, si rischiava di perdere. Abbiamo scelto un percorso e almeno l’Arst ora non ha scuse». E poi il centro intermodale: «Se ne parlava da 20 anni, ora abbiamo 28 milioni da spendere entro il 2023, entro il 2021 faremo gli appalti. E daremo una scossa al centro storico e non certo disegnando una tartaruga sul Turritania».
Palazzetto. E il Palaserradimigni. «Intervento folle – tuona il sindaco – appaltato senza avere i soldi per finirlo. Costringendoci ad andare il Regione col cappello in mano a chiedere 6 milioni. Fatto a debito, mentre noi con Vanni Sanna, Li Punti, Latte Dolce, abbiamo dimostrato che dare in gestione ai privati gli impianti in cambio della ristrutturazione funziona. E non costa nulla. E nessuno ha pensato di chiederlo alla Dinamo, a Sardara? Una cittadella dello sport avrebbe costruito con le sue capacità».
Urbanistica. E infine la “scottante” urbanistica. «Mi dicono che sono confuso per Luna e Sole, ma quella cubatura ce l’hanno messa loro. Nello stesso Puc che prevedeva di costruire villaggi a Predda Niedda, con studi medici, palestre, botteghe artigiane, cinema e teatro. Ho cancellato tutto. Come ho bloccato gli sprechi di un piano periferie insensato. E i famosi progetti per le zone F4, dove volevano costruire solo villaggi sul mare. Li facciano vicino alle borgate, per il resto voglio solo alberghi. Azzeriamo e ripartiamo. Senza paura. Perché le cose vanno fatte per bene. E se dobbiamo perdere qualche mese a riparare i danni non importa. E non ce lo può certo rinfacciare chi ha sprecato 15 anni».
La macchina. E il Covid riempie inevitabilmente a piene mani l’elenco delle cose fatte. A iniziare dal tentativo di resilienza che ha portato la macchina comunale a fare in pochi mesi quello che non si era fatto in decenni: telelavoro, trecento postazioni rinnovate, investimenti su rete fisica e wi-fi, nuovo sito in cantiere insieme allo sportello digitale. Proseguendo con l’indispensabile reclutamento nel personale: «Sette dirigenti – spiega il sindaco –, tra le 120 e le 130 assunzioni entro gennaio. Un lavoro che ci ha permesso di rimettere la struttura a correre. E di tenere botta in questi mesi, senza mollare niente, pur costretti a fare molto di più».
Servizi sociali. Quel molto di più che ben raccontano i numeri dei servizi sociali. Che, oltre al non facile ordinario, si sono trovati a esaminare più di 4mila domande per i buoni spesa, erogandone più di 3mila. Con altri 821mila euro in arrivo a gennaio per il primo soccorso a chi non riesce più a mettere insieme il pranzo con la cena. E poi la gestione dell’erogazione di 6 milioni e rotti di aiuti regionali, arrivati nelle tasche di 5937 famiglie.
Polizia locale. Ma anche l’impegno in prima linea della polizia locale di Gianni Serra, cuore della protezione civile, con il primo piano in regione aggiornato al Covid, del coordinamento del volontariato, del controllo del territorio, con 18mila identificazioni e più di 1000 sanzioni.
Il buco. Il tutto dovendo fare in conti con una voragine aperta dalle mancate entrate: Imu, Tari, Tasi, addizionali. Quasi sette milioni in meno. «Ma che la Ragioneria – spiega il sindaco – ha lavorato pancia a terra per recuperare. Andando a scovare residui non utilizzati dal 2000. Riallineando decine di volte il bilancio, riallocando ogni singolo euro risparmiato. E andando anche a caccia dei soliti evasori, dai quali abbiamo recuperato 2 milioni e 600mila euro».
La città. Ma non c’è solo Covid. Con Campus che da qualche tempo ha recuperato spirito pugnace, soprattutto contro quel centrosinistra che lo accusa di essere chiuso nelle sue stanze, confuso e sordo ai bisogni della città. «Io ascolto, lavoro, studio. Non vado in giro a costruirmi carriere».
Lavori pubblici. A iniziare dalle grandi incompiute. «La metrotranvia ad esempio – spiega –. Ho messo in sicurezza soldi che, dopo 15 anni passati a far nulla, si rischiava di perdere. Abbiamo scelto un percorso e almeno l’Arst ora non ha scuse». E poi il centro intermodale: «Se ne parlava da 20 anni, ora abbiamo 28 milioni da spendere entro il 2023, entro il 2021 faremo gli appalti. E daremo una scossa al centro storico e non certo disegnando una tartaruga sul Turritania».
Palazzetto. E il Palaserradimigni. «Intervento folle – tuona il sindaco – appaltato senza avere i soldi per finirlo. Costringendoci ad andare il Regione col cappello in mano a chiedere 6 milioni. Fatto a debito, mentre noi con Vanni Sanna, Li Punti, Latte Dolce, abbiamo dimostrato che dare in gestione ai privati gli impianti in cambio della ristrutturazione funziona. E non costa nulla. E nessuno ha pensato di chiederlo alla Dinamo, a Sardara? Una cittadella dello sport avrebbe costruito con le sue capacità».
Urbanistica. E infine la “scottante” urbanistica. «Mi dicono che sono confuso per Luna e Sole, ma quella cubatura ce l’hanno messa loro. Nello stesso Puc che prevedeva di costruire villaggi a Predda Niedda, con studi medici, palestre, botteghe artigiane, cinema e teatro. Ho cancellato tutto. Come ho bloccato gli sprechi di un piano periferie insensato. E i famosi progetti per le zone F4, dove volevano costruire solo villaggi sul mare. Li facciano vicino alle borgate, per il resto voglio solo alberghi. Azzeriamo e ripartiamo. Senza paura. Perché le cose vanno fatte per bene. E se dobbiamo perdere qualche mese a riparare i danni non importa. E non ce lo può certo rinfacciare chi ha sprecato 15 anni».
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