Il covid corre, a Bono si chiude
di Elena Corveddu
Trenta i casi ufficiali, ma sarebbero più di 90. Ordinanza del sindaco per scuole, negozi e spostamenti
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BONO. Aumentano i contagi Covid a Bono a tal punto che il sindaco Elio Mulas e l’amministrazione comunale hanno deciso di inasprire le misure di sicurezza già in essere con un’ordinanza emanata la sera del 29 dicembre dal vice sindaco Nicola Spanu.
Le scuole, di ogni ordine e grado, rimarranno chiuse fino al 17 gennaio, stop alla celebrazioni nelle chiese, in presenza dei fedeli, e stop anche ai funerali nelle chiese, se non direttamente nel cimitero alla sola presenza dei familiari stretti e non più di quindici persone. Il cimitero comunale rimarrà chiuso fino al 17 gennaio. Dal 30 dicembre fino al 17 gennaio tutte le attività commerciali potranno chiudere alle 19. Gli spostamenti saranno consentiti dalle 9.30 solo se motivati da comprovate esigenze lavorative e da situazioni di necessità e motivi di salute, con il modulo di autocertificazione. I mercati ambulanti, itineranti e porta a porta, saranno vietati indipendentemente dalla tipologia svolta sino al 17 gennaio. Nelle domeniche del 3, 10 e 17 gennaio, dalle 16 alle 5 del giorno successivo, sono consentiti gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative, da situazioni di necessità e motivi di salute, con il modulo di autocertificazione. Nelle stesse giornate domenicali è stata ordinata la chiusura di tutte le attività commerciali a eccezione delle farmacie, parafarmacie ed edicole. Le attività che invece non sono state citate nell’ordinanza dovranno attenersi alle disposizioni del decreto ministeriale attualmente in vigore. «Ad oggi, i dati forniti dall’Ats – ha spiegato il sindaco – riportano nel nostro paese la positività di 30 persone e le leggi sulla privacy ci impediscono di accrescere in modo arbitrario il dato, se non, come fatto in precedenza, quando sono i cittadini stessi a darcene comunicazione. Per questi motivi il numero di positivi di cui abbiamo notizia ufficiosa sono 93».
L’amministrazione guidata da Mulas, in questi giorni di malumori dettati dall’emergenza sanitaria, è stata attaccata dalla minoranza a cui il sindaco ha voluto rispondere in questo modo: «Ci siamo interessati a cercare una via di comunicazione con l’Ufficio di Igiene pubblica in modo da dare ai cittadini una risposta il più celere possibile su tamponi, esiti e quarantene, oltrepassando quelli che sarebbero i miei compiti di sindaco e cercando di sopperire alle mancanze di un ufficio che non mi compete». Tornando sull’ordinanza conclude: «Si è scelto di non attuare misure eccessivamente restrittive, per salvaguardare non solo la salute ma anche l’economia del paese, in particolare di tutte quelle famiglie che traggono il proprio sostentamento da un’attività commerciale o imprenditoriale affannata da mesi e mesi di chiusura. Noi, nonostante queste ulteriori restrizioni, siamo convinti che il buonsenso di ogni cittadino possa essere lo strumento più importante per uscire da questo periodo buio».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Le scuole, di ogni ordine e grado, rimarranno chiuse fino al 17 gennaio, stop alla celebrazioni nelle chiese, in presenza dei fedeli, e stop anche ai funerali nelle chiese, se non direttamente nel cimitero alla sola presenza dei familiari stretti e non più di quindici persone. Il cimitero comunale rimarrà chiuso fino al 17 gennaio. Dal 30 dicembre fino al 17 gennaio tutte le attività commerciali potranno chiudere alle 19. Gli spostamenti saranno consentiti dalle 9.30 solo se motivati da comprovate esigenze lavorative e da situazioni di necessità e motivi di salute, con il modulo di autocertificazione. I mercati ambulanti, itineranti e porta a porta, saranno vietati indipendentemente dalla tipologia svolta sino al 17 gennaio. Nelle domeniche del 3, 10 e 17 gennaio, dalle 16 alle 5 del giorno successivo, sono consentiti gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative, da situazioni di necessità e motivi di salute, con il modulo di autocertificazione. Nelle stesse giornate domenicali è stata ordinata la chiusura di tutte le attività commerciali a eccezione delle farmacie, parafarmacie ed edicole. Le attività che invece non sono state citate nell’ordinanza dovranno attenersi alle disposizioni del decreto ministeriale attualmente in vigore. «Ad oggi, i dati forniti dall’Ats – ha spiegato il sindaco – riportano nel nostro paese la positività di 30 persone e le leggi sulla privacy ci impediscono di accrescere in modo arbitrario il dato, se non, come fatto in precedenza, quando sono i cittadini stessi a darcene comunicazione. Per questi motivi il numero di positivi di cui abbiamo notizia ufficiosa sono 93».
L’amministrazione guidata da Mulas, in questi giorni di malumori dettati dall’emergenza sanitaria, è stata attaccata dalla minoranza a cui il sindaco ha voluto rispondere in questo modo: «Ci siamo interessati a cercare una via di comunicazione con l’Ufficio di Igiene pubblica in modo da dare ai cittadini una risposta il più celere possibile su tamponi, esiti e quarantene, oltrepassando quelli che sarebbero i miei compiti di sindaco e cercando di sopperire alle mancanze di un ufficio che non mi compete». Tornando sull’ordinanza conclude: «Si è scelto di non attuare misure eccessivamente restrittive, per salvaguardare non solo la salute ma anche l’economia del paese, in particolare di tutte quelle famiglie che traggono il proprio sostentamento da un’attività commerciale o imprenditoriale affannata da mesi e mesi di chiusura. Noi, nonostante queste ulteriori restrizioni, siamo convinti che il buonsenso di ogni cittadino possa essere lo strumento più importante per uscire da questo periodo buio».
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