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A Mattarella: «Con il suo gesto omaggia l’Isola»

A Mattarella: «Con il suo gesto omaggia l’Isola»

Una lettera semplice, nel suo stile, padre Salvatore l’ha inviata al presidente Sergio Mattarella nel giorno dell’uscita dall’ospedale per la nomina a a commendatore.«Lei capirà, signor presidente,...

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Una lettera semplice, nel suo stile, padre Salvatore l’ha inviata al presidente Sergio Mattarella nel giorno dell’uscita dall’ospedale per la nomina a a commendatore.

«Lei capirà, signor presidente, che la gioia di essere vivo e poter tornare a casa, ha superato l’imbarazzo e l’onore che Lei ha voluto dare alla mia persona. Non di meno, voglio tanto ringraziarLa perché ha rivolto il suo sguardo sulla gente e sui problemi della mia Sardegna e da frate francescano accetto con semplicità di essere stato così privilegiato della Sua attenzione. Le voglio anche dire che sono contento che questa distinzione onorifica Lei l’abbia attribuita al mio nome perchè, come tante volte ho detto alla mia gente, il mio è un nome al plurale: Lei ha onorato i miei frati, i volontari della nostra Associazione Mondo X Sardegna e una incredibile moltitudine di uomini e donne che in questi 40 anni hanno convissuto con me sulla frontiera della droga, dell’Aids e dell’emarginazione sociale in Sardegna. Io, da solo, non sarei stato capace: loro, con un impegno perseverante da volontari o comunque da umili servitori dell’Uomo, hanno colorato di vita, di speranza e di progetti l’esistenza di tante persone ferite da vicende drammatiche». E al presidente della Repubblica padre Morittu ha voluto indicare che con quel riconoscimento «ha onorato i responsabili e tutti coloro che con loro sono impegnati nel recupero dalle dipendenze in Sardegna: sono 9 le Associazioni che nell’Isola, formano con la nostra il Coordinamento delle Comunità Terapeutiche (Ceas); la Sua attenzione per la situazione delle dipendenze in Sardegna è in questo momento importantissima. Troppo silenzio, indifferenza e rassegnazione su questo drammatico problema che il Coronavirus ha aggravato». Dopo 39 vissuti con i tossicodipendenti, «con nuovi poveri, e io, povero con loro», padre Salvatore ha trascorso il giorno di Natale in un reparto Covid. «Per me francescano è stato come vivere un Natale di Greccio incarnato nell’attualità di questa pandemia. Sento che Lei ha voluto onorare anche loro, malati e sanitari, e infondere tanto coraggio e speranza. Grazie, signor presidente, se e quando ci potremo incontrare, le chiedo di aggiungere al titolo di “commendatore” anche quello di “frate Salvatore”: mi farà sentire ancora più a mio agio col mio padre San Francesco!».

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