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Sassari

Mozione del Psd’Az contro le scorie nucleari

Mozione del Psd’Az contro le scorie nucleari

Il gruppo consiliare sardista mobilita l’assemblea civica: no alla Sardegna trasformata in pattumiera

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wPORTO TORRES. Il gruppo consiliare del Psd’Az ha deciso di mobilitare tutto il consiglio comunale con una mozione di sostegno alle azioni che il presidente della Regione Christian Solinas e il consiglio regionale stanno intraprendendo per respingere il piano che individua anche la Sardegna come terra idonea al deposito unico dei rifiuti nucleari. «La Sardegna ha già abbondantemente dato negli ultimi decenni – dicono i consiglieri Bastianino Spanu e Alessandro Pantaleo e il segretario cittadino Adriano Solinas – e ampie porzioni della nostra isola, dal nord al sud alle aree centrali sono state segnate dall’industria pesante: pagando un grande tributo sia occupazionale sia di compromissione del suolo e delle coste interessate. Territori – aggiungono - che ancora devono essere bonificati e restituiti alla collettività e alla economia sarda dopo anni di promesse e interventi mancati».

Il fatto che l’isola sia stata scelta da un ente governativo tra i 67 siti individuati complessivamente nel territorio nazionale è cosa non gradita dai rappresentanti dei Quattro Mori: ribadiscono in modo deciso un «no alla Sardegna trasformata in una pattumiera nucleare del Mediterraneo, per difendere una vocazione turistica, ricettiva, ambientale e di agricoltura sostenibile legata allo sviluppo e crescita delle filiere in loco».

Consiglieri e segretario sardisti confidano inoltre nella piena valorizzazione dell’immenso patrimonio storico e archeologico e nei nuovi processi industriali, turistici e tecnologici legati alla green economy, che sarà il tema portante del grande piano europeo di investimenti del Recovery Fund. «Per tutte queste ragioni è inconcepibile pensare di proporre nella nostra terra la costruzione di un deposito di scorie nucleari che vincolerebbe per sempre quei territori, sacrificando, ancora una volta, la possibilità di percorrere la strada di uno sviluppo economico diverso». (g.m.)

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