Il gruppo Prospettive: «Comune senza idee sull’ippodromo»

OZIERI. Sulla gestione dell’ippodromo l’amministrazione non ha idee e nemmeno una visione, e il mantenimento della struttura in capo al Comune è solo l’estremo tentativo di salvare la faccia dopo l’a...

OZIERI. Sulla gestione dell’ippodromo l’amministrazione non ha idee e nemmeno una visione, e il mantenimento della struttura in capo al Comune è solo l’estremo tentativo di salvare la faccia dopo l’acquisizione frettolosa e senza garanzie dalla Regione del 2008, al prezzo simbolico di un euro. È questa, in estrema sintesi, la posizione del gruppo consiliare di opposizione Prospettive sulla recente scelta del consiglio comunale di mantenere la gestione della società partecipata Don Deodato Meloni di Chilivani davanti all’alternativa del suo scioglimento, altrimenti previsto dalla legge, per la non rispondenza ai requisiti di bilancio. I consiglieri Marco Peralta e Antonio Delogu hanno affidato a un video pubblicato sulla pagina Facebook del gruppo (che ha registrato 1700 visualizzazioni) la loro posizione, dopo che Prospettive aveva abbandonato l’aula nell’ultima seduta consiliare in seguito all’ invito del presidente Sotgia al consigliere Delogu di accorciare il suo intervento che aveva sforato i cinque minuti previsti.

Nel messaggio social i consiglieri commentano anche questa interruzione, ma il grosso dell’intervento è dedicato al tema centrale che era in quel momento oggetto del dibattito: la decisione, appunto, di mantenere la gestione dell’ippodromo solo con l’appiglio dell’arrivo di un finanziamento di un milione di euro di fondi Psl per la sua ristrutturazione. «Un appiglio sussurrato in commissione da un funzionario a esponenti della maggioranza che prima di allora erano nella confusione più totale sul da farsi» riferisce Delogu.

«Dal momento dell’acquisizione, le minoranze espressero forti dubbi sul fatto che il Comune potesse riuscire a gestire una struttura così complessa – dice Delogu – e infatti adesso si vedono i risultati, che non derivano solo dalla ben nota crisi nazionale del settore». «A tutt’oggi non c’è una visione, non ci sono progetti, e il rischio di essere costretti cederla a terzi continuerà a ripresentarsi viste le sempre più stringenti norme nazionali in tema di gestione delle società partecipate», chiosa Peralta. Progettualità che manca tutt’ora, a distanza di dodici anni trascorsi «senza imprimere un carattere a una struttura che fa parte della storia di Ozieri e della Sardegna intera» aggiunge Delogu. (b.m.)

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