sanità
Le associazioni locali “Parkinson” «Piano cronicità in grave ritardo»
wSASSARI. Appello dei presidenti delle associazioni Parkinson della Sardegna alle diverse realtà politiche e ai responsabili della sanità regionale affinché prestino maggiore attenzione alle...
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wSASSARI. Appello dei presidenti delle associazioni Parkinson della Sardegna alle diverse realtà politiche e ai responsabili della sanità regionale affinché prestino maggiore attenzione alle disabilità e pongano rimedio ai disagi della comunità dei malati di patologie neurodegenerative, portando a compimento l’approvazione del Pnc, il Piano nazionale cronicità.
In una nota, Franco Simula (Sassari), Marco Balbina (Alghero), Antonello Congiu (Cagliari), Mariagrazia Mortara (Nuoro) e Roberto Ledda (Carbonia) affermano che «abbiamo la grande responsabilità di rappresentare le esigenze dei numerosi malati nell’ambito del nostro territorio, evidenziando che la nostra è una patologia cronica, neurodegenerativa e invalidante».
Il Pnc, rilevano le cinque associazione sarde,«è in notevole ritardo attuativo nella nostra regione, e permetterebbe, se realizzato, di ridurre le evidenti disuguaglianze nell’accesso alle cure e assicurerebbe parità di assistenza, mediante l’integrazione di tutti quegli interventi socio-sanitari volti al miglioramento del quadro clinico».
All’interno del piano sono previsti i Pdta, (Percorsi diagnostici terapeutici assistenziali) che permetterebbero agli operatori sanitari e ai pazienti di organizzare in maniera individualizzata le modalità assistenziali, includendo tutti gli interventi multiprofessionali e multidisciplinari necessari al miglioramento della qualità della vita degli assistiti, e permetterebbero inoltre una migliore e più efficiente distribuzione delle risorse economiche e un più efficace sostegno alle famiglie. Le associazioni chiedono quindi che vengano costituite su tutto il territorio regionale unità polifunzionali e multiprofessionali per dare pronta e adeguata assistenza alle persone colpite dalla patologia e ai loro familiari.
In una nota, Franco Simula (Sassari), Marco Balbina (Alghero), Antonello Congiu (Cagliari), Mariagrazia Mortara (Nuoro) e Roberto Ledda (Carbonia) affermano che «abbiamo la grande responsabilità di rappresentare le esigenze dei numerosi malati nell’ambito del nostro territorio, evidenziando che la nostra è una patologia cronica, neurodegenerativa e invalidante».
Il Pnc, rilevano le cinque associazione sarde,«è in notevole ritardo attuativo nella nostra regione, e permetterebbe, se realizzato, di ridurre le evidenti disuguaglianze nell’accesso alle cure e assicurerebbe parità di assistenza, mediante l’integrazione di tutti quegli interventi socio-sanitari volti al miglioramento del quadro clinico».
All’interno del piano sono previsti i Pdta, (Percorsi diagnostici terapeutici assistenziali) che permetterebbero agli operatori sanitari e ai pazienti di organizzare in maniera individualizzata le modalità assistenziali, includendo tutti gli interventi multiprofessionali e multidisciplinari necessari al miglioramento della qualità della vita degli assistiti, e permetterebbero inoltre una migliore e più efficiente distribuzione delle risorse economiche e un più efficace sostegno alle famiglie. Le associazioni chiedono quindi che vengano costituite su tutto il territorio regionale unità polifunzionali e multiprofessionali per dare pronta e adeguata assistenza alle persone colpite dalla patologia e ai loro familiari.
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