Psichiatria, in aula la specializzanda “allontanata” dalla scuola
SASSARI. È stato rinviato a febbraio – per dare la possibilità al collegio di consultare alcuni verbali rilevanti per l’escussione dei testimoni – il processo a carico di Liliana Lorettu (direttrice...
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SASSARI. È stato rinviato a febbraio – per dare la possibilità al collegio di consultare alcuni verbali rilevanti per l’escussione dei testimoni – il processo a carico di Liliana Lorettu (direttrice della scuola di specializzazione in Psichiatria) e Donato Posadinu (direttore del Servizio di Psichiatria, diagnosi e cura dell’ospedale civile) accusati di falso e difesi dagli avvocati Speranza Benenati e Stefano Porcu. Sono i due medici rimasti ancora a processo dopo l’assoluzione dall’abuso d’ufficio dei loro colleghi Giancarlo e Alessandra Nivoli, Noemi Sanna e Paolo Milia, a novembre.
Ieri è stata sentita come testimone Jasna Coiana, ossia la specializzanda che fece partire l’indagine lamentando nella sua denuncia «di aver subìto un illegittimo allontanamento dalla scuola di Psichiatria di Sassari come conseguenza per aver contrastato l’anomalo sistema vigente all’interno della Clinica psichiatrica di San Camillo» dove si svolgeva il corso di specializzazione. La Coiana tra le altre cose sosteneva che lei e gli altri specializzandi venissero lasciati soli nelle visite e nelle diagnosi ai pazienti «senza alcun affiancamento da parte dei medici strutturati». Rimostranze che non aveva tenuto per sè e che a suo dire le sarebbero costate le antipatie del corpo docente e infine l’allontanamento dalla scuola.
Per la Procura (il pm è Angelo Beccu) la Lorettu avrebbe redatto un atto ideologicamente falso quando «formò il verbale degli esami sostenuti nel secondo anno dai medici specializzandi Jasna Coiana e Pietro Branca, contenente l’indicazione dell’oggetto delle domande rivolte ai candidati nelle singole prove svolte durante l’anno, le sottoscrizioni dei relativi docenti e il giudizio finale complessivo». Inoltre, insieme a Posadinu, avrebbe attestato falsamente che la Coiana «non frequentò l’Spdc durante il mese di novembre 2013» e che la stessa non palesò «durante la frequenza per le guardie, un livello di conoscenze cliniche paragonabile a quello degli altri specializzandi». (na.co.)
Ieri è stata sentita come testimone Jasna Coiana, ossia la specializzanda che fece partire l’indagine lamentando nella sua denuncia «di aver subìto un illegittimo allontanamento dalla scuola di Psichiatria di Sassari come conseguenza per aver contrastato l’anomalo sistema vigente all’interno della Clinica psichiatrica di San Camillo» dove si svolgeva il corso di specializzazione. La Coiana tra le altre cose sosteneva che lei e gli altri specializzandi venissero lasciati soli nelle visite e nelle diagnosi ai pazienti «senza alcun affiancamento da parte dei medici strutturati». Rimostranze che non aveva tenuto per sè e che a suo dire le sarebbero costate le antipatie del corpo docente e infine l’allontanamento dalla scuola.
Per la Procura (il pm è Angelo Beccu) la Lorettu avrebbe redatto un atto ideologicamente falso quando «formò il verbale degli esami sostenuti nel secondo anno dai medici specializzandi Jasna Coiana e Pietro Branca, contenente l’indicazione dell’oggetto delle domande rivolte ai candidati nelle singole prove svolte durante l’anno, le sottoscrizioni dei relativi docenti e il giudizio finale complessivo». Inoltre, insieme a Posadinu, avrebbe attestato falsamente che la Coiana «non frequentò l’Spdc durante il mese di novembre 2013» e che la stessa non palesò «durante la frequenza per le guardie, un livello di conoscenze cliniche paragonabile a quello degli altri specializzandi». (na.co.)
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