Tante le zone pericolose da recuperare
Anche Sassari, come ogni città che si rispetti, vanta la sua collezione di scelte urbanistiche scellerate. La cartografia del Pai (Piano di Assetto Idrogeologico) mette a nudo la totale...
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Anche Sassari, come ogni città che si rispetti, vanta la sua collezione di scelte urbanistiche scellerate. La cartografia del Pai (Piano di Assetto Idrogeologico) mette a nudo la totale superficialità con la quale i pianificatori hanno deciso in mezzo secolo di spalmare in cemento in città.
Il Rio Calamasciu e il Rio Giuncheddu, che a cadenza regolare esondano mandando sott’acqua case, strade, centri commerciali, sono solo due esempi di una revisione totale necessaria per quanto riguarda il rischio idrogeologico. Non più rinviabile visto quello che sta succedendo nel resto dell’Isola.
I costi sono altissimi, ma i fondi regionali e statali ci sono, e il momento per dare gambe agli interventi è assolutamente propizio. A mancare è la progettazione, motivo per cui le due delibere che la finanziano per i due rio sono un’ottima notizia. Come lo è la richiesta di finanziamento per un altro dei punti nevralgici del rischio cittadino: il sistema delle valli. Che, come il terrapieno affondato di viale Trento insegna, non è solo un pericolo teorico, ma un problema molto pratico.
Da considerare che la soluzione delle criticità premetterebbe interessanti sbocchi per intere zone, ora completamente ingessate dal fatto di essere indicate ad alto rischio nella cartografia del Pai.
Il Rio Calamasciu e il Rio Giuncheddu, che a cadenza regolare esondano mandando sott’acqua case, strade, centri commerciali, sono solo due esempi di una revisione totale necessaria per quanto riguarda il rischio idrogeologico. Non più rinviabile visto quello che sta succedendo nel resto dell’Isola.
I costi sono altissimi, ma i fondi regionali e statali ci sono, e il momento per dare gambe agli interventi è assolutamente propizio. A mancare è la progettazione, motivo per cui le due delibere che la finanziano per i due rio sono un’ottima notizia. Come lo è la richiesta di finanziamento per un altro dei punti nevralgici del rischio cittadino: il sistema delle valli. Che, come il terrapieno affondato di viale Trento insegna, non è solo un pericolo teorico, ma un problema molto pratico.
Da considerare che la soluzione delle criticità premetterebbe interessanti sbocchi per intere zone, ora completamente ingessate dal fatto di essere indicate ad alto rischio nella cartografia del Pai.
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