Test sierologici, solo 65 positivi
La campagna dei medici di famiglia con l’Ekosistems ha coinvolto 1488 persone
2 MINUTI DI LETTURA
PORTO TORRES. I medici di famiglia sono soddisfatti dello screening con i test sierologici organizzato dopo il periodo estivo per individuare i soggetti positivi al Covid-19. Ad oggi sono stati eseguiti 1.488 test e si sono registrati 65 positivi.
Questi numeri sono però parziali perché non comprendono però gli esami eseguiti dalle Usca e neanche quelli effettuati dai medici di base nei loro studi e a domicilio. E neanche quelli eseguiti autonomamente dai singoli cittadini negli studi privati cittadini e a Sassari.
L’iniziativa è stata programmata e portata avanti con i pochi mezzi a disposizione dai medici di famiglia, grazie al supporto economico dell’amministrazione comunale e alla buona volontà dell’azienda Ekosistems che ha lavorato e collaborato alla riuscita del progetto.
L’indagine serviva a tracciare i contatti che avevano avuto i pazienti positivi al virus, e per questo motivo si è allargata la possibilità di effettuare il tampone a varie categorie lavorative e ai docenti e al personale della scuola. Ossia quelle persone che, nell’esercizio della loro professione, vengono più a contatto col pubblico: polizia municipale, compagnia portuale, personale delle attività commerciali, personale del Parco nazionale dell’Asinara, educatori dei bambini con disabilità, personale Ata e docenti di tutte le scuole di ogni ordine e grado presenti a Porto Torres.
Giovedì hanno effettuato il test 48 docenti e 9 del personale Ata delle scuole elementari del Comprensivo 2 (Monte Agellu, De Amicis, Bellieni), risultati tutti negativi.
«La negatività nelle scuole riveste importanza per la sicurezza dei bambini e dei ragazzi – dice il medico in pensione Giovanni Manca –, ora sarebbe auspicabile eseguire i tamponi nelle quinte classi degli istituti superiori, che dovranno affrontare gli esami di maturità e che, si spera, dovrebbero riprendere le lezioni in presenza quanto prima». (g.m.)
Questi numeri sono però parziali perché non comprendono però gli esami eseguiti dalle Usca e neanche quelli effettuati dai medici di base nei loro studi e a domicilio. E neanche quelli eseguiti autonomamente dai singoli cittadini negli studi privati cittadini e a Sassari.
L’iniziativa è stata programmata e portata avanti con i pochi mezzi a disposizione dai medici di famiglia, grazie al supporto economico dell’amministrazione comunale e alla buona volontà dell’azienda Ekosistems che ha lavorato e collaborato alla riuscita del progetto.
L’indagine serviva a tracciare i contatti che avevano avuto i pazienti positivi al virus, e per questo motivo si è allargata la possibilità di effettuare il tampone a varie categorie lavorative e ai docenti e al personale della scuola. Ossia quelle persone che, nell’esercizio della loro professione, vengono più a contatto col pubblico: polizia municipale, compagnia portuale, personale delle attività commerciali, personale del Parco nazionale dell’Asinara, educatori dei bambini con disabilità, personale Ata e docenti di tutte le scuole di ogni ordine e grado presenti a Porto Torres.
Giovedì hanno effettuato il test 48 docenti e 9 del personale Ata delle scuole elementari del Comprensivo 2 (Monte Agellu, De Amicis, Bellieni), risultati tutti negativi.
«La negatività nelle scuole riveste importanza per la sicurezza dei bambini e dei ragazzi – dice il medico in pensione Giovanni Manca –, ora sarebbe auspicabile eseguire i tamponi nelle quinte classi degli istituti superiori, che dovranno affrontare gli esami di maturità e che, si spera, dovrebbero riprendere le lezioni in presenza quanto prima». (g.m.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
