Terapia intensiva: ora i primi pazienti

Ultimata in un mese, costo 2 milioni di euro, 1300 metri quadrati, garantirà letti sufficienti per l’emergenza pandemia

SASSARI. C’è molta luce nel reparto, le enormi vetrate rendono tutto meno claustrofobico, sembrano suggerire che il mondo là fuori è a un soffio, pronto a riaccogliere tutti. Ora nella nuova terapia intensiva appena inaugurata è tutto asettico. I trenta posti letto sono vuoti, i monitor spenti, gli apparecchi muti. Ma nei prossimi giorni purtroppo cominceranno ad arrivare i pazienti trasferiti dalle terapie intensive Covid del Palazzo Clemente e delle Malattie infettive, perché la pandemia è ancora generosa nel procacciare nuovi inquilini. I lavori di ultimazione di questa area al piano terra della stecca bianca delle Cliniche di viale San Pietro, consegnati il 2 dicembre al raggruppamento temporaneo di impresa formato dalla Intercantieri Vittadello Spa di Pordenone e dalla Tepor Spa di Cagliari, sono stati chiusi a tempo record: «Per noi è una traguardo importante – dice il commissario dell’Aou di Sassari, Antonio Lorenzo Spano – perché vediamo la fine di un percorso che abbiamo iniziato poco più di un mese fa e per il quale avevamo preso un impegno forte con la Regione: concludere i lavori per la terapia intensiva Covid». Che si trattasse di un evento storico lo si intuisce dal parterre, a dirla tutta in versione assembramento, presente due giorni fa al taglio del nastro: il presidente della Giunta regionale Christian Solinas, il presidente del Consiglio regionale Michele Pais, l’assessore regionale dell’Igiene e Sanità Mario Nieddu, il consigliere regionale Antonello Peru. Quindi ancora, il rettore dell’Università Gavino Mariotti, il sindaco Nanni Campus, il prefetto Maria Luisa D’Alessandro e l’arcivescovo Gian Franco Saba. E a fare gli onori di casa, il commissario Antonio Lorenzo Spano, il direttore sanitario dell’Aou Bruno Contu e il direttore di Anestesia e Rianimazione professor Pier Paolo Terragni. Una superficie di circa 1300 metri quadrati e poi i letti, i monitor parametrici, le pompe infusionali, i telefoni, i computer, gli armadi, i carrelli medicali e asservitori. Le altre stanze per il personale infermieristico e medico, le telecamere per il controllo a distanza dei pazienti collegate con la stanza di monitoraggio. Oltre 2 milioni di euro di investimento complessivo. Finita la pandemia, seguirà una ulteriore fase di lavori che porterà la Rianimazione alla sua conformazione definitiva, con 23 posti letto. Secondo il direttore della struttura, la “TI30” rappresenta «un’occasione per cogliere, da un evento tra i più negativi della storia professionale, un'opportunità di rinascita e dove le professionalità dei prossimi anestesisti della Scuola di Sassari potranno crescere e perfezionarsi».



WsStaticBoxes WsStaticBoxes