Rinasce la Consulta dei giovani

Cheremule, il lockdown aveva fermato l’associazione ma si riparte con 24 ragazzi

CHEREMULE. È stata ricostituita la “Consulta giovanile del Comune di Cheremule”, strumento utile per favorire la partecipazione dei giovani alla vita sociale della piccola comunità. La Consulta giovanile è, infatti, aperta a tutti i ragazzi tra i quattordici e i venticinque anni, e ha il compito di proporre ed elaborare progetti pensati proprio per andare incontro alle necessità del tessuto sociale giovanile del Comune.

A Cheremule saranno ben ventiquattro i ragazzi che lavoreranno in sinergia e con entusiasmo per il proprio paese. «Siamo ben predisposti a mandare avanti l’associazione per dare ai giovani un motivo per impegnarsi a realizzare qualcosa di costruttivo per se stessi e per gli altri», sono le parole della presidente neo eletta, Maria Pittalis. Il nostro motto è “i giovani devono tenere aperto l'oblò della speranza”».

Nata nel 2017 dall’idea di un giovane cheremulese, Simone Giuliani, lo scorso anno per via della pandemia, la Consulta aveva subito un momento di stasi. «Ma ora – spiega la presidente – si è deciso di ridar vita all’organimo e di andare avantiandare avanti».

Il 7 gennaio scorso è stato eletto il nuovo direttivo. La presidente Pittalis sarà accompagnata, insieme con tutti i ragazzi, da Alessandro Carta (vice presidente), Francesco Pittalis (segretario), Andrea Serra(tesoriere)e Matteo Figus (rappresentante giovani). L’amministrazione comunale, con la sindaca, Antonella Chessa, ha manifestato la disponibilità ad una collaborazione fattiva con i giovani. «La Consulta rappresenta uno strumento di partecipazione del mondo giovanile all’azione politica del paese – ha affermato Chessa –. E in quanto tale, come amministratori siamo ben lieti di accogliere e promuovere le iniziative che tale organismo avrà modo di proporci su temi di interesse giovanile, ma che avranno ripercussioni rilevanti per l’intera comunità. Rinnovo gli auguri alla nuova presidente ed esprimo la volontà di una proficua collaborazione».

Daniela Deriu

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