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Sassari

In un volume i nomi di tutti i nuraghi

In un volume i nomi di tutti i nuraghi

Lo studioso di Perfugas Mauro Maxia autore di uno straordinario censimento

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wPERFUGAS. Un censimento straordinario che equivale a una serie di conti aggiornati su uno dei temi più affascinanti della storia sarda: i nuraghi, la loro diffusione e il significato, oggi sempre meno misterioso, dei loro nomi. Tutto questo si trova nell’ultimo libro pubblicato da Nor Edizioni dello studioso di Perfugas, Mauro Maxia, uno dei maggiori specialisti della lingua sarda. È proprio avvalendosi di un approccio linguistico che Maxia ha raccolto, illustrato e spiegato “I nomi di oltre ottomila nuraghi”, titolo di un saggio che consta di quasi 450 pagine e che va ad arricchire la già folta letteratura storiografica sui nuraghi.

È sufficiente scorrere l’indice per farsi subito un’idea della complessità della ricerca condotta da Maxia, che di nuraghi si è spesso occupato in altri suoi lavori. Questa volta lo studioso perfughese propone un esame ancor più approfondito del nome che associamo al nuraghe. I nomi dei nuraghi vengono distinti per categorie (nomi preromani, fitonimi, antroponimi, oronimi, idronimi, agionimi, zoonimi), rivelandone in molti casi il genius loci che li rende caratteristici, se non esclusivi, di una determinata area dell’isola.

Il saggio è giustamente molto tecnico, anche se l’intento dell’autore è quello di rendere accessibili anche ai non specialisti i risultati della ricerca. I luoghi degli insediamenti, la particolare conformazione geografica del territorio in cui è stato costruito il nuraghe, la presenza nei suoi pressi di altri nuraghi, la loro collocazione, forma, struttura e dimensione aiutano a penetrare i recessi di una storia che, come si sa, non può servirsi per la sua ricostruzione di molte altre fonti. A loro modo, i nuraghi parlano nel silenzio che li avvolge, avendo da dire più di quanto di loro si sia inteso sino ad oggi.

Rispetto ad altre ricerche, il saggio di Maxia corregge innanzitutto il dato numerico di riferimento: se sino ad ora sono stati censiti 6.523 nuraghi, ora si va oltre gli 8.000. La “correzione” non è trascurabile, soprattutto se si va a considerare il Piano paesaggistico regionale che di nuraghi ne conta 4.562, aggiornando di poco il censimento fatto, un secolo fa, dal benemerito Giovanni Melis che individuò 4.196 nuraghi. Molto meglio la Rete, allora, dove si trovano siti web come nurnet.it e tharros.info che fanno menzione di circa seimila nuraghi. Più che una campagna archeologica alla Taramelli, il censimento dei nuraghi ha fatto tesoro negli ultimi anni del progetto di metanizzazione della Sardegna e delle ricognizioni eseguite sul campo.

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