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Sassari

Droga, sfuggì alla cattura arrestato nel centro storico

di Nadia Cossu
Droga, sfuggì alla cattura arrestato nel centro storico

Nel 2019 fu smantellata una rete di dodici spacciatori, uno riuscì a farla franca Giovedì i carabinieri hanno individuato il 34enne e lo hanno bloccato

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SASSARI. I carabinieri della sezione operativa del nucleo radiomobile della compagnia di Sassari hanno chiuso il cerchio su quella che a settembre del 2019 era stata ribattezzata come l’operazione “Officina”. Nome scelto perché in un piazzale vicino a un’officina di Predda Niedda i componenti di un’organizzazione dedita allo spaccio organizzavano e pianificavano lo smercio della droga. All’epoca erano state arrestate e portate in carcere otto persone, due ai domiciliari. All’appello mancava un altro indagato che quel giorno era sfuggito alla cattura.

Giovedì mattina i militari hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari per Fabrizio Dore, sassarese di 34 anni. Durante un servizio in borghese nel centro storico, i carabinieri della sezione operativa hanno individuato il giovane, lo hanno quindi identificato e arrestato.

L’operazione di settembre di due anni fa aveva consentito di smantellare una rete che trafficava cocaina e marijuana sulla rotta Nuoro-Sassari-Sorso, un’organizzazione capace di muovere ingenti quantitativi e alimentare i pusher che poi vendevano la droga al dettaglio nel centro storico di Sassari ma anche nell’hinterland, in modo particolare a Sorso.

Complessivamente – come avevano sottolineato durante una conferenza stampa al comando provinciale il colonnello Dionisio De Masi, il capitano Giuseppe Sepe e il tenente Fabrizio Ricciardi – l’organizzazione (nel periodo ottobre-dicembre 2018) avrebbe movimentato cinque chili di cocaina e 40 chili di marijuana per un valore sul mercato di circa un milione di euro. Durante le perquisizioni i carabinieri avevano raccolto ulteriori prove sull’attività dei trafficanti di droga: in particolare erano stati sequestrati altri due chili di marijuana e 25 piantine. La droga veniva consegnata ai pusher di strada e spacciata soprattutto nel centro storico di Sassari, nella zona industriale di Predda Niedda e a Sorso.

La banda – era stato appurato durante le indagini – non aveva paura dei controlli e per sfuggire alle intercettazioni, durante le trattative i componenti utilizzavano un linguaggio criptico. E a seconda delle situazioni la droga veniva indicata con terminologie diverse: “fogli”, “carne di cinghiale”, “documenti”, “mattonelle”, “meloni”, “cani”. Dalle intercettazioni e dalle attività messe in atto dai carabinieri (all’operazione avevano partecipato anche le unità antidroga del Nucleo cinofili di Abbasanta e militari dei comandi di Nuoro e Cagliari) era stato possibile quantificare in circa 4 chili la settimana (3,5 di marijuana e 500 di cocaina) la sostanza stupefacente che partiva da Ollolai sotto la gestione di Isacco Ghisu (uno degli arrestati) per essere destinata alla piazze dello spaccio del Sassarese.

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