Il pozzo sacro di Nulvi sarà liberato dalle erbacce
di Mauro Tedde
Cantiere lavoro del Comune per salvaguardare il complesso archeologico di Irru La struttura nuragica, utilizzata fino all’epoca bizantina, è l’elemento più prezioso
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NULVI. C’è il pozzo sacro di Nulvi al centro di un nuovo cantiere di lavoro. Con l’avviso pubblicato dall’Aspal (Centro per l’Impiego di Castelsardo) per la selezione del personale necessario sono entrari nella fase operativa i nuovi cantieri di lavoro messi in campo dal Comune di Nulvi nel quadro del programma “Plurifondo Lavoras” della Regione. Fra questi di particolare importanza sarà quello che prevede interventi per la valorizzazione dei beni culturali e siti archeologici del territorio. L’obiettivo è il completamento degli interventi conclusi nella precedente proposta progettuale dell’annualità 2018, che prevedevano la sistemazione, il potenziamento, la riqualificazione e la valorizzazione del complesso archeologico di Irru, sotto la guida e il controllo della Soprintendenza Archeologica.
Il sito oggetto di intervento si trova a circa un chilometro dalla periferia del centro abitato e consiste in un insediamento di dimensioni ragguardevoli, costituito dal nuraghe Irru, dal villaggio, dalle sepolture e da un pozzo sacro. Singolare per dimensioni, stato di conservazione e finezza della lavorazione degli elementi lapidei che lo compongono, il pozzo sacro, presumibilmente dedicato al culto delle acque, rappresenta senza dubbio l’elemento di maggior rilievo. Scoperto per caso alla fine degli anni ’80 del secolo scorso, è stato oggetto di scavi da parte della Soprintendenza negli anni ’90 e ’91, durante i quali sono stati rinvenuti reperti che abbracciano un vasto arco temporale, che si estende dal periodo nuragico (X-VII secolo A.C.) all’epoca bizantina, a testimonianza della notevole importanza di cui il sito ha sicuramente goduto in maniera continuativa per diversi secoli.
Il pozzo sacro, interamente realizzato in pietra calcarea, ha una larghezza di 7,5 metri e una lunghezza di 16 metri. Con questo nuovo intervento si punta a favorire la fruizione del sito, attraverso la pulizia e la manutenzione dell’intero complesso archeologico dove c’è una crescita incontrollata della vegetazione spontanea e con la risistemazione di alberi e arbusti che interferiscono con la visibilità e con la fruibilità del sito, preservando, tuttavia, gli esemplari che rappresentano un valore aggiunto in termini paesistici.
Si provvederà inoltre alla pulizia e manutenzione della strada di accesso al complesso archeologico e alle operazioni di rilievo e studio del monumento e alla classificazione degli elementi lapidei e alla rimozione dei conci e dei detriti dall’interno della camera del pozzo sacro.
Il sito oggetto di intervento si trova a circa un chilometro dalla periferia del centro abitato e consiste in un insediamento di dimensioni ragguardevoli, costituito dal nuraghe Irru, dal villaggio, dalle sepolture e da un pozzo sacro. Singolare per dimensioni, stato di conservazione e finezza della lavorazione degli elementi lapidei che lo compongono, il pozzo sacro, presumibilmente dedicato al culto delle acque, rappresenta senza dubbio l’elemento di maggior rilievo. Scoperto per caso alla fine degli anni ’80 del secolo scorso, è stato oggetto di scavi da parte della Soprintendenza negli anni ’90 e ’91, durante i quali sono stati rinvenuti reperti che abbracciano un vasto arco temporale, che si estende dal periodo nuragico (X-VII secolo A.C.) all’epoca bizantina, a testimonianza della notevole importanza di cui il sito ha sicuramente goduto in maniera continuativa per diversi secoli.
Il pozzo sacro, interamente realizzato in pietra calcarea, ha una larghezza di 7,5 metri e una lunghezza di 16 metri. Con questo nuovo intervento si punta a favorire la fruizione del sito, attraverso la pulizia e la manutenzione dell’intero complesso archeologico dove c’è una crescita incontrollata della vegetazione spontanea e con la risistemazione di alberi e arbusti che interferiscono con la visibilità e con la fruibilità del sito, preservando, tuttavia, gli esemplari che rappresentano un valore aggiunto in termini paesistici.
Si provvederà inoltre alla pulizia e manutenzione della strada di accesso al complesso archeologico e alle operazioni di rilievo e studio del monumento e alla classificazione degli elementi lapidei e alla rimozione dei conci e dei detriti dall’interno della camera del pozzo sacro.
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