La Nuova Sardegna

Sassari

«La chimica verde vada avanti»

di Gavino Masia
«La chimica verde vada avanti»

I sindacati provinciali di Cgil, Cisl e Uil replicano al presidente del Cipss che parla di progetto obsoleto

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w PORTO TORRES. I sindacati provinciali di Cgil, Cisl e Uil rispondono alle dichiarazioni sul progetto della chimica verde enunciate dal presidente del Consorzio industriale provinciale di Sassari nell’ultimo incontro con la commissione comunale alle Attività produttive. In quell’occasione, infatti, il presidente del Cipss Valerio Scanu aveva dichiarato che il protocollo d’intesa sulla chimica verde era «un contratto ormai obsoleto e portato avanti solo a metà: è un contratto ormai vecchio e va riscritto con nuove condizioni, e in questo caso siamo pronti a riscriverlo e a proporre che i 50 milioni per le infrastrutture industriali diventino oggetto di altre progettazioni». Parole che non sono state però condivise in pieno dai sindacati, che vogliono invece chiarire la loro posizione su un progetto che hanno cercato di difendere in tutte le sedi istituzionali e anche davanti ai cancelli della fabbrica. «Eni deve continuare a finanziare il progetto come previsto – dice il segretario Femca Cisl di Sassari, Luca Velluto – e, come la sua etica gli impone, di rispettare accordi presi con il mondo sindacale e con il mondo politico-sociale: se la politica territoriale ha deciso di fare cose diverse, siamo aperti a un confronto immediato perché se non si hanno le idee chiare allora si farà solo confusione. Noi siamo disponibili, lo abbiamo dichiarato più volte, a una modifica del protocollo e a aprire a nuove idee industriali, ma non siamo disponibili a scambi. Non si può però giocare sulla pelle dei lavoratori che ogni giorno si danno da fare per far vivere dignitosamente le proprie famiglie – aggiunge –, ma sopratutto di quelli che hanno perso il posto di lavoro e faticosamente stiamo cercando di far rientrare nel sito produttivo dopo la loro fuoriuscita».

Le dichiarazioni del presidente Scanu sono «inappropriate» per il segretario generale di Sassari della Uiltec-Uil Giovanni Tavera. «Pur riconoscendo le difficoltà legate alla vicenda giudiziaria che vede le due aziende che costituiscono Matrica in arbitrato e le richieste sindacali unitarie che mirano ad uno sviluppo industriale degli attuali impianti di chimica verde verso dei prodotti finiti, siamo ben lontani dal dichiarare fallito un progetto che oggi prevede più di 150 dipendenti diretti occupati in due impianti in marcia, in un laboratorio e un centro ricerche. È però vero che il protocollo per come era stato ideato oggi è superato per vari motivi industriali e di mercato – continua –, quindi si auspica, nell’ottica di un reale sviluppo di filiera, di poter aggiornare tale documento con l’impegno di tutte le parti istituzionali che lo avevano siglato 10 anni fa. E auspico un chiarimento in merito con il presidente Scanu e in una collaborazione reale e fattiva per uno sviluppo industriale e sostenibile del sito di Porto Torres».

Per il segretario della Filctem-Cgil, Gianfranco Murtinu, è «un fatto positivo che il Consorzio si esprima sull’argomento, perché in dieci anni non ricordo un solo commento sul tema da parte loro. È evidente che Scanu si è reso conto che c’è distanza fra quanto era previsto e quanto è stato realizzato fino a oggi. Si è anche reso conto che il protocollo deve essere aggiornato, come noi chiediamo a Eni da cinque anni, per poter proseguire gli investimenti: nel luglio del 2017 eravamo andati vicinissimi a sottoscrivere un accordo modificativo, ma non si trovò la quadra. Insomma, va bene che il Consorzio dica ciò che da tempo diciamo noi, non sono però sicuro che la vedano alla stessa maniera su come proseguire ora».

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