Offese due produttori, condannato Angius
Il regista sassarese era accusato di diffamazione su Facebook. Dovrà pagare 200 euro di multa
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SASSARI. Condannato alla pena pecuniaria di duecento euro per un post pubblicato sulla propria bacheca Facebook tra il 30 e il 31 dicembre del 2018 che – secondo la Procura e secondo i diretti interessati – era diffamatorio.
Si è concluso davanti al giudice Caterina Serra il processo a carico di Bonifacio Angius, noto regista, sceneggiatore e produttore cinematografico sassarese di 39 anni accusato di aver offeso sul social i due produttori cagliaritani Andrea Di Blasio (di 41 anni) e Luca Cabriolu (di 52), parti civili con l’avvocato Enrica Anedda Endrich.
Angius (difeso da Andrea Satta e Andrea Piroddi) in quel post non aveva fatto nomi ma i riferimenti sarebbero stati inequivocabili: «(...) Un produttore sardo che dice di essere mezzo francese – scriveva su Facebook – che da anni bazzica, insieme a un nanetto, come fosse uno zombie, barcollante per i vari cocktail bar dei vari festival europei, senza essere ancora mai riuscito a produrre un solo film. Di spritz però ne ha bevuto a ettolitri, il birbante, e anche il nanetto, ma film niente, poverelli...».
Nella querela presentata a suo tempo i due avevano raccontato che tutto era cominciato quando si era tenuta a Cagliari una conferenza stampa sul cinema «a seguito della quale sono stati scritti dei post su Facebook da parte di alcuni cineasti sardi. In particolare, a commento di un post scritto dal regista Giovanni Piras c’è stato uno scambio di opinioni tra noi due e il signor Bonifacio Angius il quale ha concluso lo scambio intimandoci di tacere». I toni si sarebbero poi “accesi” e il regista sassarese avrebbe scritto il post incriminato e avrebbe taggato «circa 40 tra giornalisti, registi e in generale professionisti del settore. Tutte persone che ci conoscono benissimo e ci hanno riconosciuto». Angius aveva anche invitato i propri contatti a condividere il post «così, tra uno spritz e l’altro – aveva aggiunto – magari riescono a leggerlo». (na.co.)
Si è concluso davanti al giudice Caterina Serra il processo a carico di Bonifacio Angius, noto regista, sceneggiatore e produttore cinematografico sassarese di 39 anni accusato di aver offeso sul social i due produttori cagliaritani Andrea Di Blasio (di 41 anni) e Luca Cabriolu (di 52), parti civili con l’avvocato Enrica Anedda Endrich.
Angius (difeso da Andrea Satta e Andrea Piroddi) in quel post non aveva fatto nomi ma i riferimenti sarebbero stati inequivocabili: «(...) Un produttore sardo che dice di essere mezzo francese – scriveva su Facebook – che da anni bazzica, insieme a un nanetto, come fosse uno zombie, barcollante per i vari cocktail bar dei vari festival europei, senza essere ancora mai riuscito a produrre un solo film. Di spritz però ne ha bevuto a ettolitri, il birbante, e anche il nanetto, ma film niente, poverelli...».
Nella querela presentata a suo tempo i due avevano raccontato che tutto era cominciato quando si era tenuta a Cagliari una conferenza stampa sul cinema «a seguito della quale sono stati scritti dei post su Facebook da parte di alcuni cineasti sardi. In particolare, a commento di un post scritto dal regista Giovanni Piras c’è stato uno scambio di opinioni tra noi due e il signor Bonifacio Angius il quale ha concluso lo scambio intimandoci di tacere». I toni si sarebbero poi “accesi” e il regista sassarese avrebbe scritto il post incriminato e avrebbe taggato «circa 40 tra giornalisti, registi e in generale professionisti del settore. Tutte persone che ci conoscono benissimo e ci hanno riconosciuto». Angius aveva anche invitato i propri contatti a condividere il post «così, tra uno spritz e l’altro – aveva aggiunto – magari riescono a leggerlo». (na.co.)
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