Ittireddu si riappropria dell’acqua di Pupujones
di Barbara Mastino
Dopo 70 anni la vecchia condotta ritorna al Comune: accordo con Abbanoa I cittadini potranno risparmiare approvvigionandosi alle fontane del paese
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ITTIREDDU. Dopo 70 anni torna nella disponibilità del Comune di Ittireddu la condotta idrica della fonte di Pupujones, vena d’acqua al confine tra Ittireddu e Nughedu che porterà acqua, fresca, potabile e pura alla collettività a mezzo chilometro dal paese. Nei giorni scorsi è stato siglato l’accordo con la società di gestione del servizio idrico Abbanoa, che ha ceduto al Comune la disponibilità della condotta dopo circa un anno di trattative.
La negoziazione è iniziata dopo che da anni era ormai chiaro che Abbanoa non intendesse utilizzare quella risorsa idrica, dal momento che per i volumi gestiti una portata come quella della fonte, che è di 1 litro al secondo, era irrisoria per la società. Ma la storia, come detto, è ben più lunga, perché la cessione dal Comune della condotta (non della fonte, che è chiaramente demaniale) all’allora Etfas risale al dopoguerra.
L’acqua che proveniva da quella condotta venne ancora utilizzata sino agli anni ’70 e poi in seguito iniziò a essere “mescolata” con quella della fonte di approvvigionamento del Bidighinzu di Thiesi e dagli anni ’90 dal Lerno di Pattada, rimanendo comunque la principale risorsa idrica del paese. Negli anni ’90 fu rifatta la condotta attuale, quella che ora è entrata nella disponibilità del Comune, ma con il passare degli anni il suo utilizzo è andato scemando, e all’ingresso di Abbanoa nella gestione del servizio, il gestore aveva interrotto le forniture proprio per la citata irrisorietà della portata.
«È da anni – dice il sindaco Franco Campus – che l’idea di ripristinare la fornitura da Pupujones era nelle intenzioni delle amministrazioni che si sono succedute, ma noi ne abbiamo fatto un punto programmatico. C’è voluto circa un anno di interlocuzioni per giungere a questo punto e adesso potremo finalmente programmare interventi per restituire al paese una fornitura d’acqua pura e potabile a 550 metri dal centro abitato».
L’idea è quella di risistemare la condotta risalente agli anni ’90, che ha bisogno solo di una o due riparazioni nelle parti più prossime ai giunti finali più vicini al paese, e realizzare dei punti di uscita – ovvero delle fontane – da dove i cittadini potranno fornirsi liberamente, gratuitamente e senza rischi. Abbanoa, che prima di concordare la cessione ha giustamente eseguito le necessarie ricerche, ha già rilasciato una relazione di potabilità, preludio a quella dell’Ats che però deve ancora arrivare, per cui i vantaggi in prospettiva senza dubbio non sono pochi.
In primo luogo per i residenti la possibilità di avere a disposizione acqua fresca e pura da un fonte che sgorga a 500 metri di altitudine, ma per conseguenza anche il risparmio economico in termini di consumo di acqua acquistata altrimenti al supermercato. Ma i risvolti positivi sono anche quelli ambientali, a cominciare dall’abbattimento del consumo di plastica, «nonché del carburante di chi magari è abituato ad approvvigionarsi di acqua pura alle fonti montane e percorre anche 25 chilometri in macchina per arrivarci», sottolinea ancora il sindaco Campus.
Un altro punto della “svolta green”che fa parte dei programmi dell’amministrazione appena rieletta.
La negoziazione è iniziata dopo che da anni era ormai chiaro che Abbanoa non intendesse utilizzare quella risorsa idrica, dal momento che per i volumi gestiti una portata come quella della fonte, che è di 1 litro al secondo, era irrisoria per la società. Ma la storia, come detto, è ben più lunga, perché la cessione dal Comune della condotta (non della fonte, che è chiaramente demaniale) all’allora Etfas risale al dopoguerra.
L’acqua che proveniva da quella condotta venne ancora utilizzata sino agli anni ’70 e poi in seguito iniziò a essere “mescolata” con quella della fonte di approvvigionamento del Bidighinzu di Thiesi e dagli anni ’90 dal Lerno di Pattada, rimanendo comunque la principale risorsa idrica del paese. Negli anni ’90 fu rifatta la condotta attuale, quella che ora è entrata nella disponibilità del Comune, ma con il passare degli anni il suo utilizzo è andato scemando, e all’ingresso di Abbanoa nella gestione del servizio, il gestore aveva interrotto le forniture proprio per la citata irrisorietà della portata.
«È da anni – dice il sindaco Franco Campus – che l’idea di ripristinare la fornitura da Pupujones era nelle intenzioni delle amministrazioni che si sono succedute, ma noi ne abbiamo fatto un punto programmatico. C’è voluto circa un anno di interlocuzioni per giungere a questo punto e adesso potremo finalmente programmare interventi per restituire al paese una fornitura d’acqua pura e potabile a 550 metri dal centro abitato».
L’idea è quella di risistemare la condotta risalente agli anni ’90, che ha bisogno solo di una o due riparazioni nelle parti più prossime ai giunti finali più vicini al paese, e realizzare dei punti di uscita – ovvero delle fontane – da dove i cittadini potranno fornirsi liberamente, gratuitamente e senza rischi. Abbanoa, che prima di concordare la cessione ha giustamente eseguito le necessarie ricerche, ha già rilasciato una relazione di potabilità, preludio a quella dell’Ats che però deve ancora arrivare, per cui i vantaggi in prospettiva senza dubbio non sono pochi.
In primo luogo per i residenti la possibilità di avere a disposizione acqua fresca e pura da un fonte che sgorga a 500 metri di altitudine, ma per conseguenza anche il risparmio economico in termini di consumo di acqua acquistata altrimenti al supermercato. Ma i risvolti positivi sono anche quelli ambientali, a cominciare dall’abbattimento del consumo di plastica, «nonché del carburante di chi magari è abituato ad approvvigionarsi di acqua pura alle fonti montane e percorre anche 25 chilometri in macchina per arrivarci», sottolinea ancora il sindaco Campus.
Un altro punto della “svolta green”che fa parte dei programmi dell’amministrazione appena rieletta.
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