A Ittireddu più sicurezza con la videosorveglianza
di Barbara Mastino
L’impianto che controlla il paese è stato completato con altre sette telecamere Il sindaco Campus: «Non è un Grande Fratello ma un servizio per la comunità»
2 MINUTI DI LETTURA
ITTIREDDU. Un paese più sicuro grazie al completamento dell’impianto di videosorveglianza a Ittireddu, dove con un investimento condiviso tra fondi regionali e comunali si è potuto completare il sistema che ora mette al sicuro tutta la comunità. I lavori di installazione sono stati terminati di recente, e hanno visto sette nuove telecamere di sorveglianza in altrettanti punti sensibili dell’abitato, che si aggiungono alle cinque già posizionate con il precedente intervento, più altri tre punti di sorveglianza con sistema a infrarossi di lettura delle targhe dei veicoli, posti ai tre ingressi del paese.
Le nuove installazioni sono state finanziate per 35mila euro dai fondi regionali stanziati ad hoc per la videosorveglianza ai quali il Comune di Ittireddu ha aggiunto 15mila euro di fondi propri per il completamento dell’opera desiderata. Opera che, come detto, garantirà da ora in poi che il paese sia assolutamente controllato sia nei suoi punti di ingresso e uscita sia nei suoi luoghi più frequentati, come le piazze, le strade principali e i parchi. Su tutti il nuovissimo parco giochi esterno alla ex scuola, anch’essa recentemente sottoposta a interventi di ristrutturazione per rendere i locali fruibili e utilizzabili per usi anche diversi da quelli prettamente scolastici, che in questo momento non sono previsti essendo gli studenti del paese stati “spostati” nei comuni vicini. «Questo intervento completa il progetto di videosorveglianza che il Comune ha ideato per rendere il paese più sicuro – dice il sindaco Franco Campus – ma vorrei tranquillizzare i cittadini più scettici dicendo loro che le telecamere non sono un Grande Fratello che li sorveglia ventiquattro ore su ventiquattro. Le camere infatti effettuano delle riprese che possono essere utilizzate solo alla bisogna, ovvero nel caso di una eventuale segnalazione di reati e solo su mandato degli inquirenti e quindi della magistratura».
Molto spesso si pensa che le telecamere di videosorveglianza ci riprendano anche quando ci mettiamo le dita nel naso, ma non è così: funzionano, registrano, ma i video non sono visionati in diretta. E sulla loro utilità non si può obiettare, soprattutto quando si ricorda come proprio a Ittireddu esse sono state utili per risalire agli autori dell’atto vandalico compiuto lo scorso novembre nei locali dell’ex plesso scolastico Gavino Cherchi, che erano stati messi a soqquadro e dai quali era stato rubato del materiale sanitario. In quel periodo la ex scuola (ora sede all’archivio memorialistico della Sardegna Ammentos e del centro multifunzionale comunale) ospitava infatti lo screening antigenico sulla popolazione attivato in quelle settimane dal Comune. Proprio grazie alle telecamere si era potuti risalire ai responsabili del “raid”, ovvero dei ragazzi che, come emerso in seguito, non avevano ben compreso l’entità del danno che stavano andando a creare.
Le nuove installazioni sono state finanziate per 35mila euro dai fondi regionali stanziati ad hoc per la videosorveglianza ai quali il Comune di Ittireddu ha aggiunto 15mila euro di fondi propri per il completamento dell’opera desiderata. Opera che, come detto, garantirà da ora in poi che il paese sia assolutamente controllato sia nei suoi punti di ingresso e uscita sia nei suoi luoghi più frequentati, come le piazze, le strade principali e i parchi. Su tutti il nuovissimo parco giochi esterno alla ex scuola, anch’essa recentemente sottoposta a interventi di ristrutturazione per rendere i locali fruibili e utilizzabili per usi anche diversi da quelli prettamente scolastici, che in questo momento non sono previsti essendo gli studenti del paese stati “spostati” nei comuni vicini. «Questo intervento completa il progetto di videosorveglianza che il Comune ha ideato per rendere il paese più sicuro – dice il sindaco Franco Campus – ma vorrei tranquillizzare i cittadini più scettici dicendo loro che le telecamere non sono un Grande Fratello che li sorveglia ventiquattro ore su ventiquattro. Le camere infatti effettuano delle riprese che possono essere utilizzate solo alla bisogna, ovvero nel caso di una eventuale segnalazione di reati e solo su mandato degli inquirenti e quindi della magistratura».
Molto spesso si pensa che le telecamere di videosorveglianza ci riprendano anche quando ci mettiamo le dita nel naso, ma non è così: funzionano, registrano, ma i video non sono visionati in diretta. E sulla loro utilità non si può obiettare, soprattutto quando si ricorda come proprio a Ittireddu esse sono state utili per risalire agli autori dell’atto vandalico compiuto lo scorso novembre nei locali dell’ex plesso scolastico Gavino Cherchi, che erano stati messi a soqquadro e dai quali era stato rubato del materiale sanitario. In quel periodo la ex scuola (ora sede all’archivio memorialistico della Sardegna Ammentos e del centro multifunzionale comunale) ospitava infatti lo screening antigenico sulla popolazione attivato in quelle settimane dal Comune. Proprio grazie alle telecamere si era potuti risalire ai responsabili del “raid”, ovvero dei ragazzi che, come emerso in seguito, non avevano ben compreso l’entità del danno che stavano andando a creare.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
