I medici: «Vaccinateci al più presto»
Dermatologi, oculisti ginecologi vogliono contribuire alla campagna anti covid
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SASSARI. Non solo dentisti: i medici che corrono i rischi legati alla pandemia sono diversi. «Ho letto la lettera pubblicata su La Nuova Sardegna del 5 febbraio a firma del dottor Antonio Rocca, specialista in odontoiatria – dice il dottor Fausto Chiarololini, specialista in dermatologia e venereologia – e mi sento in dovere di ricordare che esistono altre categorie di medici specialisti libero professionisti a “rischio”». Si tratta di cardiologi, dermatologi, ecografisti, ginecologi, oculisti, ortopedici e via dicendo: «Tutti interpellati saggiamente dall’Ordine dei Medici, hanno dato consenso da tempo, attraverso modulo di adesione alla vaccinazione per il Covid, ma purtroppo tale richiesta è rimasta nel dimenticatoio da parte degli organi preposti dell’Ats».
E prosegue: «Eppure, nonostante l’inevitabile flessione dell’attività lavorativa dovuta ai distanziamenti temporali tra le visite e alle opportune sanificazioni ambientali – dice il dottor Chiarolini – nel rispetto delle norme di prevenzione, abbiamo svolto un ruolo importante nel lungo periodo di lockdown, andando a “tappare le falle” indotte dalla chiusura pressoché totale delle attività ambulatoriali dell’Azienda Sanitaria». La richiesta finale è dunque rivolta all’Ats e all’assessorato regionale alla Sanità: «Pertanto attendiamo fiduciosi di essere inseriti nei canali prioritari di vaccinazione, pur comprendendo le inevitabili difficoltà organizzative nella gestione della campagna vaccinale anti Covid 19».
E prosegue: «Eppure, nonostante l’inevitabile flessione dell’attività lavorativa dovuta ai distanziamenti temporali tra le visite e alle opportune sanificazioni ambientali – dice il dottor Chiarolini – nel rispetto delle norme di prevenzione, abbiamo svolto un ruolo importante nel lungo periodo di lockdown, andando a “tappare le falle” indotte dalla chiusura pressoché totale delle attività ambulatoriali dell’Azienda Sanitaria». La richiesta finale è dunque rivolta all’Ats e all’assessorato regionale alla Sanità: «Pertanto attendiamo fiduciosi di essere inseriti nei canali prioritari di vaccinazione, pur comprendendo le inevitabili difficoltà organizzative nella gestione della campagna vaccinale anti Covid 19».
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