Screening di massa, Ozieri aspetta
di Barbara Mastino
La Regione non ha risposto ancora alla richiesta e intanto si pensa di cominciare dagli studenti
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OZIERI. Si accende a Ozieri il dibattito sulla necessità, e soprattutto sulla possibilità, di effettuare degli screening di massa sulla popolazione per monitorare il livello di rischio di diffusione del contagio del Covid19. La discussioni sono state sia interne alla commissione comunale Sanità e Politiche Sociali, nella quale è scaturita l’ipotesi di creare un tavolo permanente sull’emergenza sanitaria, ma sono emerse anche sui social, dove la polemica corre più veloce e viene alimentata da post e commenti che in alcuni casi hanno assunto anche toni fuori dalle righe.
I primi a parlare della necessità di uno screening di massa per tutta la popolazione erano stati i consiglieri di Prospettive Marco Peralta e Antonio Delogu, che nella riunione della commissione Sanità tenutasi a fine gennaio avevano chiesto «uno screening di massa il più ampio possibile o rivolto quanto meno alla popolazione studentesca e alle fasce più deboli utilizzando parte delle somme (se ancora disponibili) trasferite dallo Stato e dalla Regione al Comune per questo scopo». Lo screening totale è però un’ipotesi difficile da tradurre in realtà, perché con una popolazione di oltre 10 mila abitanti i costi di una simile operazione sarebbero di centinaia di migliaia di euro, e difatti nella seconda riunione Prospettive ha rilanciato la proposta chiedendo che venga effettuato almeno sulla popolazione studentesca. Un’idea caldeggiata anche dall’altro gruppo di minoranza, Progetto Ozieri, che per voce delle consigliere Adriana Sotgia e Bianca Maria Balata chiede che siano proprio gli studenti a essere oggetto di screening.
Ipotesi più attuabile, e del resto già da alcune settimane, dopo lo scoppio del focolaio che portò alla chiusura dell’asilo nido, l’amministrazione aveva chiesto alla Regione di anticipare l’avvio a Ozieri della campagna Sardi e Sicuri iniziando dai ragazzi delle scuole dell’obbligo, ma dopo le prime rassicurazioni ancora non si ha notizia di questa possibile anticipazione. Progetto Ozieri propone, così come aveva detto Prospettive in termini diversi, l’utilizzo di fondi comunali, stimando i costi in circa 6mila euro. Idea sulla quale occorrerà discutere, in primo logo all’interno del cosiddetto tavolo Covid, sulla cui nascita pesano però alcuni “veti”. Per l’amministrazione deve trattarsi di un organismo nuovo che unisca le competenze delle commissioni Sanità e Politiche Sociali e Attività Produttive, e su questa linea concorda in sostanza Progetto Ozieri, che ricorda di aver già «presentato istanze per interventi sulle fasce giovanili volti a favorire la ripresa nei rapporti interpersonali e proposto una serie di iniziative per tutti i ristori che possano essere introdotti a supporto delle partite iva e dei gestori di attività». Per Prospettive invece occorre pensare prima «solamente al problema sanitario in senso stretto, lasciando tutte le altre problematiche alla discussione in seno alle altre commissioni consiliari». Un’impasse che sarà forse risolta nel prossimo consiglio comunale.
I primi a parlare della necessità di uno screening di massa per tutta la popolazione erano stati i consiglieri di Prospettive Marco Peralta e Antonio Delogu, che nella riunione della commissione Sanità tenutasi a fine gennaio avevano chiesto «uno screening di massa il più ampio possibile o rivolto quanto meno alla popolazione studentesca e alle fasce più deboli utilizzando parte delle somme (se ancora disponibili) trasferite dallo Stato e dalla Regione al Comune per questo scopo». Lo screening totale è però un’ipotesi difficile da tradurre in realtà, perché con una popolazione di oltre 10 mila abitanti i costi di una simile operazione sarebbero di centinaia di migliaia di euro, e difatti nella seconda riunione Prospettive ha rilanciato la proposta chiedendo che venga effettuato almeno sulla popolazione studentesca. Un’idea caldeggiata anche dall’altro gruppo di minoranza, Progetto Ozieri, che per voce delle consigliere Adriana Sotgia e Bianca Maria Balata chiede che siano proprio gli studenti a essere oggetto di screening.
Ipotesi più attuabile, e del resto già da alcune settimane, dopo lo scoppio del focolaio che portò alla chiusura dell’asilo nido, l’amministrazione aveva chiesto alla Regione di anticipare l’avvio a Ozieri della campagna Sardi e Sicuri iniziando dai ragazzi delle scuole dell’obbligo, ma dopo le prime rassicurazioni ancora non si ha notizia di questa possibile anticipazione. Progetto Ozieri propone, così come aveva detto Prospettive in termini diversi, l’utilizzo di fondi comunali, stimando i costi in circa 6mila euro. Idea sulla quale occorrerà discutere, in primo logo all’interno del cosiddetto tavolo Covid, sulla cui nascita pesano però alcuni “veti”. Per l’amministrazione deve trattarsi di un organismo nuovo che unisca le competenze delle commissioni Sanità e Politiche Sociali e Attività Produttive, e su questa linea concorda in sostanza Progetto Ozieri, che ricorda di aver già «presentato istanze per interventi sulle fasce giovanili volti a favorire la ripresa nei rapporti interpersonali e proposto una serie di iniziative per tutti i ristori che possano essere introdotti a supporto delle partite iva e dei gestori di attività». Per Prospettive invece occorre pensare prima «solamente al problema sanitario in senso stretto, lasciando tutte le altre problematiche alla discussione in seno alle altre commissioni consiliari». Un’impasse che sarà forse risolta nel prossimo consiglio comunale.
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