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Sassari

Lenzuoli bianchi sui balconi del centro storico

Lenzuoli bianchi sui balconi del centro storico

«Riqualificazione e sicurezza». Residenti e commercianti chiamano a raccolta tutta la città dal 13 al 20

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SASSARI. Un’azione simbolica collettiva per sollecitare la riqualificazione del centro storico. Un altro modo per far sentire la propria voce in un momento di esasperazione che per molti residenti ha significato la dolorosa decisione di abbandonare le proprie case per trasferirsi altrove. Ma la maggior parte di loro non vuole arrivare a scelte così drastiche e prova a trovare alternative.

«Siamo stanchi – scrivono nella chiamata a raccolta dell’intera città – del degrado sociale e urbano che investe il centro storico. Ostaggi dello spaccio h 24, della prostituzione e del senso di insicurezza, vogliamo dare un segnale all’amministrazione confidando nel fatto che metta in atto azioni urgenti di riqualificazione e contrasto alla delinquenza».

Ed è con questo spirito che residenti e commercianti hanno organizzato nella settimana che va da sabato 13 al 20 febbraio una singolare manifestazione: esporre sui balconi un lenzuolo bianco con la scritta “Io re-esisto al centro”. «Un’azione simbolica collettiva – spiegano – con la quale dimostriamo la volontà di chiedere e credere in una riqualificazione di una zona della città che è parte integrante di Sassari e dei sassaresi tutti. Stiamo raccogliendo numerose adesioni sia tra i commercianti che tra la gente comune, partendo dall’idea che il centro storico non è una realtà a sé stante».

Alcune settimane fa era stato lanciato attraverso una lettera indirizzata al sindaco Campus un nuovo allarme da parte dei residenti. Denunciavano non solo il mancato rispetto delle leggi, «ma anche delle più basilari regole di civile convivenza. Non solo spaccio, dunque, ma anche minacce, liti, occupazione del territorio nonostante i divieti di assembramento».

Avevano manifestato la loro paura «a passare in alcune vie e a opporsi allo strapotere di spacciatori, tossici e bande di ragazzini – così scrivevano – abbiamo la percezione, sempre più confermata dai fatti, di vivere in un luogo senza regole in cui vige la legge del più forte e in cui l’assenza del senso di protezione e di giustizia per i cittadini onesti si affievolisce dopo ogni richiesta disattesa di intervento e la sensazione d’impotenza prende il sopravvento tanto da pensare che sarebbe meglio andare via».

Dalle forze dell’ordine anche in quell’occasione era arrivato l’invito a chiamare e segnalare ogni episodio anomalo in modo da garantire un intervento tempestivo. (na.co.)



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