«Chilivani dimenticata dal Consorzio di bonifica»
di Barbara Mastino
La protesta degli agricoltori della Piana messi in ginocchio dalle troppe piogge «Da noi nessuna opera di drenaggio, serve un piano di sistemazione idraulica»
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OZIERI. «Giusto realizzare canali di drenaggio e opere che provvedano ad allontanare l’eccesso idrico dei campi, ma il Consorzio di Bonifica ha pensato solo a una parte dei terreni a lui affidati dimenticando la Piana di Chilivani». E’ il pensiero dei consorziati del comprensorio della Piana, che in una lettera aperta segnalano i disagi che anche in quel territorio sono derivati dalle piogge abbondanti degli ultimi mesi.
«Nella Piana di Chilivani non esistono opere di drenaggio, né primarie né secondarie, e qualche canale naturale è completamente intasato. A causa delle piogge gli agricoltori non sono riusciti a seminare, come avvenuto nell’autunno 2019, e quel poco che è stato seminato, avendo subito continui allagamenti, è purtroppo morto per asfissia radicale».
Nella Piana è praticamente impossibile coltivare specie orticole ad alto reddito a causa del clima e della qualità del terreno, ma a causa delle piogge anche il poco che si coltiva è andato perduto. Il secondo incontro tecnico convocato dall’ente con Abbanoa, la Provincia e il Genio Civile avrebbe dovuto tenersi a Ozieri, invece si è tenuto online ma soprattutto ha avuto al centro del discorso ancora un volta il comprensorio della Bassa Valle. Ma nella Piana i consorziati aspettano risposte.
«Vogliamo non essere dimenticati», dicono i consorziati del territorio, che chiedono all’ente un piano di canalizzazione, drenaggio e sistemazione idraulica. Piano che va progettato e ovviamente anche finanziato, e per questo occorrono fondi.
Fondi che non possono derivare dalle quote consortili, perché gli associati sono già in difficoltà e nella Piana i ruoli, come per esempio il tanto discusso ruolo del 2017, «sono già elevatissimi e insostenibili» e oltretutto «comprendono anche i costi di servizi dei quali nella Piana non usufruiamo, come la bonifica».
I consorziati della Piana abbozzano un “suggerimento”: accedere ai benefici del Decreto Legge 34 del maggio 2020, che all’articolo 225 prevede delle agevolazioni per i Consorzi in crisi di liquidità tramite l’accesso a mutui a tasso zero dalla Cassa depositi e prestiti.
«Rateizzare i pagamenti in cinque anni, come prevede la norma - dicono i consorziati - sarebbe una boccata d’ossigeno per tutti». E occorrerebbe anche fare chiarezza sui punti in sospeso, «come le Tare (porzioni di terreno non irrigate ma sulle quali si calcolano ugualmente le quote, ndc), il piano di classifica e le numerose perdite che non vengono riparate».
«Vogliamo risposte, aiuti, progetti, ma soprattutto vogliamo attenzione – chiudono i consorziati – o tutto il nostro settore andrà incontro a un inevitabile e doloroso collasso».
«Nella Piana di Chilivani non esistono opere di drenaggio, né primarie né secondarie, e qualche canale naturale è completamente intasato. A causa delle piogge gli agricoltori non sono riusciti a seminare, come avvenuto nell’autunno 2019, e quel poco che è stato seminato, avendo subito continui allagamenti, è purtroppo morto per asfissia radicale».
Nella Piana è praticamente impossibile coltivare specie orticole ad alto reddito a causa del clima e della qualità del terreno, ma a causa delle piogge anche il poco che si coltiva è andato perduto. Il secondo incontro tecnico convocato dall’ente con Abbanoa, la Provincia e il Genio Civile avrebbe dovuto tenersi a Ozieri, invece si è tenuto online ma soprattutto ha avuto al centro del discorso ancora un volta il comprensorio della Bassa Valle. Ma nella Piana i consorziati aspettano risposte.
«Vogliamo non essere dimenticati», dicono i consorziati del territorio, che chiedono all’ente un piano di canalizzazione, drenaggio e sistemazione idraulica. Piano che va progettato e ovviamente anche finanziato, e per questo occorrono fondi.
Fondi che non possono derivare dalle quote consortili, perché gli associati sono già in difficoltà e nella Piana i ruoli, come per esempio il tanto discusso ruolo del 2017, «sono già elevatissimi e insostenibili» e oltretutto «comprendono anche i costi di servizi dei quali nella Piana non usufruiamo, come la bonifica».
I consorziati della Piana abbozzano un “suggerimento”: accedere ai benefici del Decreto Legge 34 del maggio 2020, che all’articolo 225 prevede delle agevolazioni per i Consorzi in crisi di liquidità tramite l’accesso a mutui a tasso zero dalla Cassa depositi e prestiti.
«Rateizzare i pagamenti in cinque anni, come prevede la norma - dicono i consorziati - sarebbe una boccata d’ossigeno per tutti». E occorrerebbe anche fare chiarezza sui punti in sospeso, «come le Tare (porzioni di terreno non irrigate ma sulle quali si calcolano ugualmente le quote, ndc), il piano di classifica e le numerose perdite che non vengono riparate».
«Vogliamo risposte, aiuti, progetti, ma soprattutto vogliamo attenzione – chiudono i consorziati – o tutto il nostro settore andrà incontro a un inevitabile e doloroso collasso».
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