Sassari, insulti social ai vigili: 11 nei guai

Le ingiurie indirizzate al comandante Serra e al corpo di polizia dopo un’operazione in via La Malfa

SASSARI. Gli insulti e le minacce via social si erano riversati sul comando di via Carlo Felice in pieno lockdown. Era metà aprile e Sassari, come il resto del mondo, stava vivendo con ansia e apprensione i primi mesi della pandemia. Un video amatoriale che riprendeva un’operazione degli agenti della polizia locale aveva scatenato centinaia di commenti su Facebook. In tanti si erano lasciati andare a minacce e volgarità contro gli uomini in divisa e per undici di loro, identificati e segnalati alla procura della Repubblica, si profila ora la richiesta di rinvio a giudizio con l’accusa di diffamazione a mezzo stampa.

Il sostituto procuratore Giovanni Porcheddu ha infatti chiuso le indagini di un’inchiesta in cui inizialmente erano finite 46 persone, tra cui un avvocato sassarese, la cui posizione si è ridimensionata e poi è stata archiviata. Gli undici indagati, identificati attraverso il raffronto della foto del profilo social con quella dei documenti d’identità, in caso di condanna rischiano in base al terzo comma dell’articolo 595 del codice penale, la reclusione da 6 mesi a 3 anni e una multa non inferiore a 516 euro.


Uno dei tanti controlli della polizia locale all’ora di pranzo del 17 aprile del 2020 era degenerato per la reazione di due cittadini in via Ugo La Malfa nel quartiere di Carbonazzi. Un uomo e una donna si erano rifiutati di fornire i documenti e di spiegare agli agenti perché fossero usciti di casa. La tensione era salita alle stelle e qualcuno aveva ripreso dalle finestre il momento in cui uno degli uomini in divisa aveva colpito con una ginocchiata il marito della donna fermata che poi era stata accompagnata al comando e denunciata.

I video, finiti su facebook, avevano fatto il giro d’Italia. Per alcuni giorni si era scatenata una campagna d’odio contro il comandante della polizia locale Gianni Serra e l’intero corpo di polizia. Decine di profili facebook erano stati monitorati per giorni e le frasi ingiuriose e le minacce erano finite sul tavolo del pubblico ministero.

Lo stesso magistrato che due mesi fa ha chiesto l’archiviazione di tutte le accuse per l’ufficiale della polizia locale indagato dopo la denuncia dei due cittadini che si erano rifiutati di fornire i documenti e sollecitato invece il rinvio a giudizio per la coppia di sassaresi, proprio per il rifiuto di dare indicazioni utili alla loro identificazione durante il controllo per strada. Tra gli undici indagati figura una sola donna, una sassarese di 37 anni residente in Piemonte e un 49enne di Messina che commentando il video che riprendeva l’operazione dei vigili urbani aveva scritto: «Bastardi, io vi sparavo a tutti». Gli altri nove indagati, difesi dagli avvocati Monica Malesa e Danilo Mattana, sono tutti sassaresi di età compresa tra 36 e 59 anni.

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