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Sassari

Impianti e palestre, sì alle nuove regole

di Giovanni Bua
Impianti e palestre, sì alle nuove regole

Il Consiglio “riordina” le norme dopo 19 anni. Tra le novità le ristrutturazioni private in cambio di gestioni allungate

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SASSARI. Nuove norme per per la concessione degli impianti sportivi comunali e delle palestre scolastiche. È stato approvato ieri pomeriggio in consiglio comunale il regolamento in materia, dopo 19 anni, con la sola astensione di Mariolino Andria. Con il testo che riordina, aggiorna e introduce nuove “strade” per rendere fruibili gli spazi dedicati allo sport in città, spesso sottoutilizzati, in pessime condizioni, se non in totale spazio di abbandono. Una su tutte: la possibilità di eseguire lavori di manutenzione straordinaria agli impianti “strategici” in cambio di gestioni più lunghe, come già fatto con il Vanni Sanna e i campi di Latte Dolce (ma si è in trattative avanzate anche con il Li Punti).

Ma sono molti i punti nuovi del testo approvato ieri in aula. Che affronta temi come i cambi di destinazione d’uso, la nuova articolazione degli spazi, il ticket quinquennale alle concessioni, pratiche snellite, condizioni più favorevoli per i campi “circoscrizionali”.

Il primo punto è la classificazione delle strutture. Divise tra quelle che restano in gestione diretta del Comune, fondamentalmente le palestre scolastiche, e quelle assegnate in convenzione: le strutture sportive cittadine e quelle circoscrizionali. Per quanto riguarda le palestre scolastiche verranno assegnate come sempre con avviso pubblico e richiesta delle società. Verranno considerati come criteri preferenziali il numero di atleti tesserati, gli anni di attività, il livello dei campionati a cui partecipano e i risultati raggiunti, ma anche il loro ruolo della promozione dello sport. Il prezzo sarà politico, non oltre 5 euro l’ora.

Per la gestione in convenzione la differenza invece è se ci sia o no rilevanza economica. Con particolare attenzione ai “campi circoscrizionali”, a servizio di un quartiere o territorio ben circoscritto. In questo caso per la gestione, che sarà messa a bando, si darà priorità a chi ha sede nel luogo su cui insiste la struttura, e a chi svolge attività sportiva nell’ambito a cui impianto è destinato. Nessun canone con il concessionario che deve garantire l’utilizzo dell’impianto ad altre società sportive per il 30 per cento delle ore con tariffe concordate con l’amministrazione. La novità è che la durata delle concessioni è di 5 anni. Attualmente era di 6 più 3.

Diverso il discorso per gli impianti di rilevanza cittadina. Per i quali è previsto un canone e il monte ore cedibile è ridotto al 20 per cento. E a loro è dedicato il capitolo del tutto nuovo, che fissa le regole d’ingaggio per aprire la procedura di concedere lunghe gestioni in cambio di importanti lavori di manutenzione e riqualificazione degli impianti. Ci sono due possibilità: richieste presentate nel costo della gestione, e in questo caso si presenta un progetto in cambio del prolungamento che sarà compatibile con l’investimento fatto e con i suoi tempi di ammortamento. Oppure si può presentare un progetto per una nuova concessione, in questo caso di massimo di 10 anni.

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