Movida e assembramenti: il sindaco chiude la Scala
di Salvatore Santoni
Sennori, decine di giovani senza mascherina ogni giorno nel sottopasso Nicola Sassu: «Decisione presa a malincuore ma devo tutelare la salute pubblica»
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SENNORI. Vista così, questa foto che gira sui social con un’ottantina di giovanissimi ammassati nel sottopasso della Scala, nel cuore della movida sennorese, non sembra nemmeno scattata in tempi di covid. Si intravede giusto una mascherina, una sola, sollevata davanti alla bocca di uno dei ragazzi. Per il resto il clima è da pista da ballo in un sabato qualsiasi di un’epoca che ancora non aveva conosciuto il coronavirus.
Ora il Comune è corso ai ripari mettendo l’area in lockdown fino al 31 marzo. Il formicaio comincia a formarsi quando scatta il coprifuoco della mescita nei bar. A quel punto a decine si incuneano in una sorta di passeggiata abbandonata da dio che si trova nel sottopasso della Scala. Un posto ideale per continuare a fare baldoria lontano dagli occhi indiscreti, soprattutto quelli delle forze dell’ordine. In questo tunnel di cemento armato le decine di contagi e quarantene che per settimane hanno tenuto il paese col fiato sospeso sembrano non essere mai esistiti. Le mascherine sono un optional mentre le bottiglie di birra abbondano, pronte per creare il tappeto di vetri che l’indomani ha costretto il Comune a chiedere un intervento straordinario alla ditta che gestisce l’igiene pubblica. Il sindaco Nicola Sassu non ha preso bene la cosa e, con un’ordinanza urgente ha deciso di far diventare il “sotto Scala” zona rossa per quaranta giorni. Un provvedimento firmato dopo un vertice con le forze dell’ordine. L’incontro con Polizia locale, barracelli e carabinieri, è servito per venire a capo della situazione. Si è deciso di attuare un giro di vite per scongiurare il peggio. Sono infatti centinaia i giovanissimi che più o meno quotidianamente si ritrovano a centinaia in zone nascoste del paese. Le forze dell’ordine e il Comune si sono coordinati per effettuare dei servizi mirati dividendosi le fasce orarie tra il pomeriggio e la notte, una serie di turni per tentare di dare massima copertura ai controlli. Nell’ordinanza il sindaco spiega che negli ultimi giorni l’area era diventata teatro di frequenti assembramenti nelle ore serali e notturne, duranti i quali le numerosissime persone presenti hanno pericolosamente ignorato tutte le regole di prevenzione e sicurezza mettendo così in pericolo la salute pubblica data l’apertura consentita di bar e ristoranti fino alle 18.
Di qui la decisione di interdire l’area per 24 ore al giorno e fino al 31 marzo. È stato lo stesso primo cittadino ad annunciare la misura sui social. Lo ha fatto con toni più concilianti dell’asettico burocratese dell’ordinanza. La movida è infatti un “quinto potere” da maneggiare con cura, ancora di più in un momento di piccola ripresa delle attività commerciali: «È una misura che prendo a malincuore – ha spiegato il sindaco – ma necessaria per salvaguardare la salute pubblica e per non mettere le forze dell’ordine nella condizione obbligatoria di dovere elevare multe salate alle persone che non rispettato le regole».
Ora il Comune è corso ai ripari mettendo l’area in lockdown fino al 31 marzo. Il formicaio comincia a formarsi quando scatta il coprifuoco della mescita nei bar. A quel punto a decine si incuneano in una sorta di passeggiata abbandonata da dio che si trova nel sottopasso della Scala. Un posto ideale per continuare a fare baldoria lontano dagli occhi indiscreti, soprattutto quelli delle forze dell’ordine. In questo tunnel di cemento armato le decine di contagi e quarantene che per settimane hanno tenuto il paese col fiato sospeso sembrano non essere mai esistiti. Le mascherine sono un optional mentre le bottiglie di birra abbondano, pronte per creare il tappeto di vetri che l’indomani ha costretto il Comune a chiedere un intervento straordinario alla ditta che gestisce l’igiene pubblica. Il sindaco Nicola Sassu non ha preso bene la cosa e, con un’ordinanza urgente ha deciso di far diventare il “sotto Scala” zona rossa per quaranta giorni. Un provvedimento firmato dopo un vertice con le forze dell’ordine. L’incontro con Polizia locale, barracelli e carabinieri, è servito per venire a capo della situazione. Si è deciso di attuare un giro di vite per scongiurare il peggio. Sono infatti centinaia i giovanissimi che più o meno quotidianamente si ritrovano a centinaia in zone nascoste del paese. Le forze dell’ordine e il Comune si sono coordinati per effettuare dei servizi mirati dividendosi le fasce orarie tra il pomeriggio e la notte, una serie di turni per tentare di dare massima copertura ai controlli. Nell’ordinanza il sindaco spiega che negli ultimi giorni l’area era diventata teatro di frequenti assembramenti nelle ore serali e notturne, duranti i quali le numerosissime persone presenti hanno pericolosamente ignorato tutte le regole di prevenzione e sicurezza mettendo così in pericolo la salute pubblica data l’apertura consentita di bar e ristoranti fino alle 18.
Di qui la decisione di interdire l’area per 24 ore al giorno e fino al 31 marzo. È stato lo stesso primo cittadino ad annunciare la misura sui social. Lo ha fatto con toni più concilianti dell’asettico burocratese dell’ordinanza. La movida è infatti un “quinto potere” da maneggiare con cura, ancora di più in un momento di piccola ripresa delle attività commerciali: «È una misura che prendo a malincuore – ha spiegato il sindaco – ma necessaria per salvaguardare la salute pubblica e per non mettere le forze dell’ordine nella condizione obbligatoria di dovere elevare multe salate alle persone che non rispettato le regole».
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