A Sassari l'altra faccia del Covid: 300 in fila per pane e pasta
Luca Fiori
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La fila quotidiana davanti alla Casa della Fraterna Solidarietà (foto Ivan Nuvoli)Chi aveva un lavoro precario e riusciva a sopravvivere ora è in ginocchio, l'impegno della Casa della Fraterna Solidarietà si è moltiplicato
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SASSARI. L'altra faccia del Covid, quella che ha messo in ginocchio chi era già precario ma in qualche modo riusciva a sopravvivere, anche a Sassari si chiama fame. «Sono circa trecento ogni giorno le persone che da prima delle 10 del mattino si mettono in fila per chiederci aiuto» racconta Aldo Meloni, anima e corpo della Casa della Fraterna Solidarietà, un'associazione che da anni si è presa l'impegno di non lasciare nessuno senza cibo.
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