La Nuova Sardegna

Sassari

Lite con le sorelle a Nulvi assolto un uomo di 59 anni

di Nadia Cossu
Lite con le sorelle a Nulvi assolto un uomo di 59 anni

L’imputato era a giudizio per maltrattamenti in famiglia e minacce di morte La difesa: «Le accuse erano infondate, è stato privato di soldi che gli spettavano»  

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NULVI. È arrivata una sentenza di assoluzione per il 59enne di Nulvi finito a processo in seguito alla denuncia per maltrattamenti e minacce presentata dalle due sorelle che sostenevano di esser state più volte percosse dal loro fratello. In particolar modo quando tornava a casa ubriaco.

All’origine dei dissapori ci sarebbero state questioni economiche legate alla presunta mancata “ripartizione” dei soldi che i tre figli percepivano per via della malattia di cui era affetta l’anziana madre. Tra il 2012 e il 2014 le liti si erano fatte un po’ più movimentate del solito. Strascichi di tensioni e malumori tra le mura domestiche che alla fine sono degenerati facendo finire lui, l’uomo di casa, davanti ai giudici di Sassari con le accuse di maltrattamenti in famiglia e minacce.

I fatti risalgono al 2013 quando il 59enne – così era stato contestato nella richiesta di rinvio a giudizio – avrebbe «anche in stato di ebbrezza alcolica, con percosse, minacce di morte e continue richieste di denaro, maltrattato le sorelle con lui conviventi». L’imputato, difeso dall’avvocato Bastianino Ventura, ha sempre negato di aver aggredito le sorelle e ha raccontando un’altra versione dei fatti, e cioè che le due donne si sarebbero spartite i soldi della loro madre invalida senza consegnare al fratello la parte che gli sarebbe spettata. Nonostante anche lui se ne prendesse cura. Tesi alla quale, evidentemente, hanno creduto anche i giudici.

Ma la sua posizione si sarebbe aggravata ulteriormente in un’occasione in cui «impugnando un coltello da cucina – secondo l’accusa – avrebbe minacciato di morte una delle due sorelle». Il pubblico ministero Mario Leo, al termine della discussione davanti al collegio presieduto da Mauro Pusceddu (a latere Giulia Tronci e Sergio De Luca), aveva chiesto la condanna dell’imputato a un anno e quattro mesi. Mentre l’avvocato difensore Bastianino Ventura nella sua arringa aveva ridimensionato tutte le accuse nei confronti del proprio assistito spiegando che le tensioni andavano inserite in un quadro familiare all’interno del quale l’uomo veniva in qualche modo “emarginato” dalle sorelle. Ed escludendo che l’imputato avesse mai maltrattato le donne ne aveva chiesto l’assoluzione. Il collegio ieri mattina ha accolto la sua tesi e ha assolto il 59enne «perché il fatto non sussiste». Per altri due capi di accusa è stato disposto di non doversi procedere.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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