Divorzio tra Chilivani e Bassa Valle: «Meglio fare due distretti separati»

OZIERI. Distretti e piani di classifica diversi per i due comprensori di Chilivani e della Bassa Valle, che hanno caratteristiche diverse ed esigenze inconciliabili. E’ la proposta che Copagri...

OZIERI. Distretti e piani di classifica diversi per i due comprensori di Chilivani e della Bassa Valle, che hanno caratteristiche diverse ed esigenze inconciliabili. E’ la proposta che Copagri lancia al Consorzio di Bonifica del Nord Sardegna, immaginando per il futuro una separazione degli strumenti impositivi, che sia figlia di una «divisione netta in due distinti distretti con autonomia gestionale e due piani di classifica separati per singolo distretto», decisa da un referendum consultivo tra i consorziati e la popolazione dei singoli comuni. Una proposta forte, che nasce da una lunga riflessione partita dalla constatazione che dal 2004, anno in cui si fermò il processo già avviato di separazione dei due comprensori in distinti consorzi, «non vi è stata più pace - dicono il presidente di Copagri Paolo Ninniri e il vice Tore Piana - sotto le insegne consortili. Ricorsi, proteste, mancati pagamenti dei ruoli, contestazioni sui ritardi nella riparazione delle perdite e sulla bonifica dei canali e altre vertenze sono all’ordine del giorno. Anche questa organizzazione, nei periodi passati, ha più volte contestato alcune decisioni deliberate dallo stesso consorzio e nel passato fu addirittura richiesta una ispezione amministrativa alla Regione». L’unico modo per far cessare tutto questo, dice Copagri, è la differenziazione dei due distretti, la cui unica alternativa è la scissione, che l’associazione di categoria non esclude a priori tra le sue richieste. Due mondi diversi, la Bassa Valle del Coghinas con orientamento orticolo e la Piana di Chilivani con colture di prati erbai destinati al pascolo del bestiame ovino e bovino, non possono avere le stesse esigenze, e infatti un unico piano di classifica sta scontentando tutti. Ecco quindi la proposta: tenere un unico Consorzio di Bonifica ma creando due distretti differenti, con a capo due responsabili con autonomia finanziaria e decisionale (e quindi due piani di classifica) e sedi separate, però «posti sotto lo stesso Consorzio e un direttore generale unico, che centralizzi gli acquisti e i servizi comuni, e un unico bilancio». Copagri ha incaricato un pool di professionisti per strutturare meglio questa proposta e fare delle simulazioni di costo dei ruoli, cercando di individuare quelli più vantaggiosi per gli agricoltori, «analizzando anche i bilanci dell’ente per individuare eventuali possibilità di risparmi sui costi generali e amministrativi». Una volta terminata la fase di analisi, Copagri annuncia che avvierà un confronto con i vertici del Consorzio e promuoverà un referendum consultivo sulla proposta.

È l’unico modo, concludono da Copagri, per conciliare le esigenze di «un territorio, la Bassa Valle, con colture intensive ad alta redditività e di un altro, quello di Chilivani, con colture estensive a bassa o media redditività e una vocazione prettamente allevatoriale». (b.m.)

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