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Sassari

Pugni e calci alla sua ex il pm chiede la condanna

di Nadia Cossu
Pugni e calci alla sua ex il pm chiede la condanna

Un 27enne di Ozieri avrebbe maltrattato la compagna e le due figlie avute con lei L’accusa: «Rompeva o bruciava i giochi delle bambine che lo disturbavano».

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OZIERI. Un anno e otto mesi per i presunti maltrattamenti in famiglia. È la richiesta del pubblico ministero Andrea Giganti nel processo che di sta celebrando davanti al giudice Mauro Pusceddu e che vede imputato un 27enne di Ozieri accusato di aver usato più volte violenza nei confronti della sua ex compagna coetanea e persino delle figlie piccole avute con lei.

Nel corso del dibattimento, attraverso diverse testimonianze, è stato ricostruito il clima di continue tensioni – che purtroppo comprendeva anche aggressioni fisiche e verbali – all’interno della famiglia.

Nella richiesta di rinvio a giudizio il sostituto procuratore scriveva che persino i giocattoli delle figlie sparsi per casa davano fastidio all’imputato e per questo motivo «sentendosi disturbato, in alcune circostanze li rompeva o li bruciava...». Lui, quando era stato chiamato a difendersi davanti al giudice, aveva spiegato che il rapporto con la compagna si era logorato perché avevano cominciato a stare insieme fin da giovanissimi. «Ma mai le ho fatto del male – aveva detto – tanto meno a nostre figlie».

Ma per la Procura, invece, il 27enne (difeso dall’avvocato Maria Antonietta Bacciu che ieri ha chiesto l’assoluzione del suo assistito) avrebbe rivolto alla propria compagna e alle bambine continue umiliazioni, minacce, ingiurie, aggressioni fisiche e verbali. «In più occasioni – scriveva il pm – la ingiuriava e la umiliava con espressioni quali: “sgorbia, mezza gamba, sei una mer.., una put....”». E minacce di questo tenore: «Ti alzo a calci in c..., vattene o ti faccio vedere chi sono, tanto ti riviene il tumore». E ancora, aggiungeva il pubblico ministero: «La percuoteva con schiaffi, testate, pugni e calci (...) facendola anche cadere a terra». Il giovane se la sarebbe presa anche contro un cane di loro proprietà: «Percuoteva il proprio cane di razza all’unico fine di provocare una reazione di difesa da parte della compagna, a quel punto scagliandosi non più sul cane ma su di lei».

Purtroppo dei maltrattamenti sarebbero rimaste vittime anche le figlie minori della coppia. Un giorno l’imputato, «a seguito di un alterco con la compagna, colpiva con un violento schiaffo la propria figlia che stava piangendo. In alcune circostanze – si legge sempre nella richiesta di rinvio a giudizio del pm – rompeva e/o bruciava i giocattoli di entrambe le figlie poiché si sentiva disturbato».

Mamma e bambine si sono costituite parti civili con l’avvocato Pierluigi Olivieri che ieri si è associato alla richiesta del pubblico ministero Giganti e ha presentato anche una richiesta di risarcimento.

Il giudice Pusceddu ha aggiornato il processo alla prossima settimana per eventuali repliche e per la sentenza.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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