Rifiuti, tensione alle stelle la Cgil: 2 giorni di sciopero

Continua il braccio di ferro tra il sindacato e l’Ati che gestisce la raccolta «Organizzazione del lavoro inesistente, città sporca. Non si può andare avanti» 

SASSARI. Due giornate di sciopero proclamate, per lunedì 26 e martedì 27, che segue quella dello scorso 15 febbraio che «nonostante la grande adesione non ha convinto l’azienda a rispettare gli accordi e a migliorare l’organizzazione del lavoro». Continua ad essere altissima la tensione tra la Fp Cgil e l’Ati che gestisce Gretas, il maxi appalto da 132 milioni di euro per l’Igiene ambientale cittadina, partito a gennaio con un contratto di sei anni e sei mesi e al centro di una raffica di critiche per il suo “difficile avvio”. Problemi che sono già costati al gruppo di aziende oltre 100mila euro di sanzioni erogate dal Comune, che chiede però tempo e si dice fiducioso del fatto che «tutti i problemi saranno risolti prima della fine del periodo transitorio di sei mesi».

Non è dello stesso avviso la Fp Cgil, impegnata in solitaria, ma forte del numero di iscritti in cantiere e del grande successo della prima giornata di astensione dal lavoro, in un durissimo braccio di ferro sia con l’Azienda che con Palazzo Ducale, con Fit Cisl, Uiltrasporti e Fiadel che preferiscono invece tenere una linea più “dialogante”. Con il sindacato guidato da Paolo Dettori che, registrato il fallimento della procedura di raffreddamento avviata il 23 gennaio, e gli scarsi passi avanti dopo l’astesione del lavoro di febbraio, mette sul tavolo altri due giorni di sciopero su tutti i turni, che metterebbero in ginocchio la raccolta rifiuti cittadina.

«La situazione sta andando e peggiorando – attacca il segretario provinciale della Fp Cgil – sia in termini organizzativi, che sulla bontà del servizio. Per questo siamo stati costretti a proclamare due giornate di sciopero. Le ragioni sono legate intanto al mancato rispetto degli accordi sottoscritti e dei verbali di riunione, che comunque in questi mesi abbiamo provato a portare avanti con l’azienda. Gravissima a nostro avviso è la situazione dell’organizzazione del lavoro e il rispetto del contratto collettivo in termini di mansioni da attribuire rispetto ai livelli, con alcuni demansionamenti. Inoltre anche le procedure anticovid, come la misurazione della temperatura, sono state modificate senza nessun avviso e senza che venissero ascoltate le nostre rimostranze». «È chiaro – chiude Dettori – che anche due giorni di sciopero non sono che una fase intermedia, e che saremo probabilmente costretti ad adottare ulteriori e più forti azioni finche l’azienda continuerà a insistere nel suo atteggiamento di mancato rispetto della dignità dei lavoratori e della pulizia della città».



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