Morto a 102 anni l’ex artigliere “tiu” Giommaria

Padria, durante la seconda guerra mondiale Delogu fu per diversi anni prigioniero degli inglesi

PADRIA . Se n’è andato alla bella età di 102 anni, “tiu” Giommaria Delogu, una vita lunga e avventurosa, artigliere sul fronte francese nella seconda guerra mondiale, poi su quello jugoslavo e infine in Libia, dove viene fatto prigioniero dagli inglesi, e chiuso in un campo di prigioni in Sud Afruca per 15 mesi. La sua storia, che coincide con buona parte della storia del ‘900, tiu Giommaria l’ha raccontata nell’intervista rilasciata nell’ambito del progetto “Padria, il documentario”, realizzato da Marco Cossu, Danilo Fois, Salvatore Mele, dove si racconta la storia degli anziani di Padria, e che è liberamente visibile su Youtube.

Giommaria Delogu era nato a Padria nel 1919. Arruolato nell’artiglieria contraerea a Vercelli, allo scoppio della seconda guerra mondiale, viene trasferito con tutta la batteria sul fronte francese. Poi viene spostato in Jugoslavia per una missione di 40 giorni, e lì incontra altri cinque padriesi, anche loro arruolati. Tornato in Italia, soggiorna a Vercelli, Napoli, Roma, da dove parte per il fronte africano, in Libia, con arrivo con la sua batteria a Tripoli e poi in Cirenaica. Lì una volta accampati, i soldati italiani vengono accerchiati dagli inglesi e fatti prigionieri.

Dopo tre duri e lunghi mesi nel campo di Tobruk, dove incontrerà un altro padriese, Giuanninu Serra, dalla Cirenaica “tiu” Giommaria partirà per un nuovo e lungo viaggio attraverso l’Africa. Gli inglesi infatti trasferiscono i prigionieri in Sud Africa.

Un viaggio particolarmente pericoloso, su mezzi di terra, con un passaggio obbligato attraverso uno stretto corridoio, sotto il fuoco dell’artiglieria tedesca ed italiana. Giommaria Delogu resterà in Sud Africa in un campo di prigionia per 15 lunghi mesi. Durante quel lungo periodo, non riceverà più notizie della sua famiglia. La corrispondenza veniva infatti accantonata in un deposito per essere consegnata tutta insieme solo al termine della prigionia.

Le dure condizioni della guerra e la necessità di operai braccianti, spinsero gli inglesi a utilizzare i prigionieri come mano d’opera in patria. Così “tiu” Giommaria verrà trasferito un’altra volta, all’altro capo del mondo, in Scozia. Qui lavorerà come prigioniero di guerra in una fattoria dove resterà per ben cinque anni. Tornerà definitivamente in Italia a guerra finita, solo al termine di tutti i processi nel 1948.

Rientrato nel suo piccolo paese conoscerà sua moglie, Maria Rita Mele che ricorda ancora il suo arrivo a Padria, nella piazza della chiesa di Santa Giulia. Da lei avrà due figlie. Agricoltore, coltiverà per tanti anni con amore la sua vigna e il suo orto. Cinque nipoti e tanti padriesi ricordano oggi la sua storia.

Mario Bonu

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