Rete Dafne e Atp con le vittime di reato

Partita la campagna informativa con le locandine a bordo dei mezzi pubblici: l’obiettivo è raggiungere più persone possibili

SASSARI. Rete Dafne Sardegna e Atp insieme per un progetto che utilizza i mezzi di trasporto pubblico per “veicolare” messaggi alle vittime di reato, con tutte le informazioni necessarie per contattare i servizi offerti dalla struttura: accoglienza, ascolto, supporto psicologico e psichiatrico, orientamento, accompagnamento ai servizi e mediazione. L’iniziativa è appena partita e prevede l’esposizione a bordo dei bus dell’Atp della locandina con i riferimenti dei servizi offerti e i contatti (il numero verde e il telefono dell’operatore reperibile nelle 24 ore)e si avvale del sostegno convinto della Fondazione di Sardegna che - fin dai primi momenti - ha contribuito a sviluppare i progetti della Rete Dafne Sardegna (due le sedi, a Sassari e Cagliari).

«Abbiamo preso questa iniziativa – racconta Annina Sardara, coordinatrice della Rete – dopo avere rilevato un calo degli accessi al nostro servizio dall’emergenza sanitaria in poi. E soprattutto abbiamo notato che c’è stato un incremento dei maltrattamenti in ambito familiare. Con la permanenza forzata a casa, sono esplose determinate situazioni: scontri tra conviventi, azioni violente tra fratelli e sorelle, comunque tra familiari, non necessariamente tra marito e moglie».

Rete Dafne - nonostante le difficoltà - ha garantito il supporto online con l’azione degli psicologi (via skype), e a maggio sono ripresi gli incontri in presenza che proseguono anche in questo momento in cui la pandemia non molla la presa. «Il nostro obiettivo – dice ancora Annina Sardara – è quello di fare arrivare il messaggio a chiunque, perchè sugli autobus ci vanno persone di tutte le età. Anche se nella gran parte dei casi sono le forze dell’ordine e la magistratura a consigliare alle vittime di reato di rivolgersi a noi. La nostra funzione è diversa dai centri antiviolenza veri e propri, da noi arrivano situazioni che vanno dai maltrattamenti in famiglia alle violenze sessuali, dallo stalking al bullismo, sino alla sottrazione e abbandono di minori».

L’Atp ha accolto con entusiasmo il progetto di Rete Dafne. «Siamo a fianco dell’iniziativa – ha detto Paolo Depperu, presidente Atp SpA: – per cercare di mettere un freno a ogni forma di violenza. Informare e dare sostegno a chi vive nel terrore, specialmente in casa, è sacrosanto: diffonderemo i messaggi di utilità sociale del progetto su tutti i nostri autobus col fine di sensibilizzare tutta la nostra utenza e, in questo modo, arrivare a chi è vittima di violenze».

E il direttore generale Roberto Mura ha aggiunto: «Il Covid ha creato, purtroppo, terreno fertile per il dilagare di questo cancro sociale: durante i lockdown sono aumentati i casi di violenze denunciati in ambito domestico. Ma non conosciamo il sommerso. Atp è felice quindi di contribuire al progetto Dafne veicolando il messaggio sociale contenuto nel progetto all’interno dei nostri mezzi di trasporto pubblico». (g.baz.)

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