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Sassari

Ex Coni, c’è un’offerta ma il dialogo non decolla

di Roberto Sanna
Ex Coni, c’è un’offerta ma il dialogo non decolla

Un’associazione sarebbe pronta a ristrutturare gestire lo storico impianto La “Sport e Salute” vorrebbe cederla soltanto per un periodo di dieci anni 

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SASSARI. All’esterno tutto e fermo ma, sotto traccia, qualcosa si muove nell’ex palestra Coni di via Coradduzza. Un impianto che è legato alla memoria sportiva di tantissimi sassaresi (non a caso dal 2005 è intitolato al pallavolista Pierpaolo Peru, unico sassarese ad aver vestito la maglia della nazionale in questa disciplina) e che potrebbe anche risolvere tantissimi problemi per le società cittadine che operano nello sport di base. Ultimamente gli spazi si sono ristretti all’osso e avere a disposizione una palestra come questa, che ristrutturata e messa a regime diventerebbe un vero gioiello, aprirebbe nuovi orizzonti.

Il problema in questo momento è aprire un dialogo continuo e proficuo. Sul tavolo di Sport e Salute, la società del Coni proprietaria dell’impianto, è già pervenuta un’offerta importante da parte di un’associazione che opera proprio nello sport di base e sarebbe disposta a sopportare gli oneri di una ristrutturazione. La risposta non è stata però quella sperata e il dialogo si è fermato addirittura prima ancora che si arrivi a parlare di soldi e investimenti: la disponibilità a cedere l’ex Coni in gestione ci sarebbe anche, ma solo per dieci anni. Pochi, secondo il comitato cittadino che in questi anni ha smosso le acque e creato le condizioni per riavviare un discorso che sembrava chiuso definitivamente. «Forse esagero ma per farla come si deve – dice Piergiuseppe Canu, uno dei fondatori del comitato – servirebbero trecentomila. Per farla almeno ripartire però basterebbe anche una cifra inferiore. In ogni caso, sono cifre che non puoi ammortizzare in dieci anni». Col Comune che si è già chiamato fuori da tempo (e anzi è orientato a cedere la gestione di tutti gli impianti sportivi alle società), ci sarebbero anche altre associazioni o società in procinto di bussare alla porta di Sport e Salute, ma quello che manca è un dialogo costante.

L’altro fattore determinante è il tempo, che più scorre più gioca a favore del degrado. A cavallo tra il 2019 e il 2020 la palestra aveva visto l’intervento di alcune squadre di operai all’esterno e anche all’interno, ma il lockdown e le vicissitudini di una delle imprese hanno stoppato i lavori. E chi prenderà in carico l’impianto, di lavori dovrà farne tanti: gli impianti elettrici e idraulici, gli spogliatoi, il parquet, l’impianto di condizionamento e la ristrutturazione di tutti gli ambienti interni e anche esterni. In cambio, avrebbe un impianto polivalente (perché ci sono anche altre palestre secondarie, oltre al campo principale) con la possibilità di creare una club-house nel giardino e anche ospitare diversi uffici che potrebbero anche essere quelli delle singole federazioni. Un progetto ambizioso e oneroso che attende ora le condizioni per essere realizzato.

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