Ambulatorio intitolato a Marco Spissu

A un anno dalla scomparsa Giave ricorda il “suo” chirurgo morto per Covid 

GIAVE. L’amministrazione comunale guidata da Giammario Chessa, in segno d’affetto e gratitudine, ad un anno dalla scomparsa per Covid, ha ricordato con commozione il professor Marco Spissu, un proprio figlio che ha dedicato la vita al bene del prossimo che ha conquistato con la sua bontà, serietà e capacità professionale.

«Giave ricorda con grande rimpianto, doveroso rispetto e ammirazione, il suo illustre cittadino a cui è stato sempre legatissimo, nonostante abbia prestato la sua prestigiosa attività a Sassari dove, per quasi tutta la vita, ha svolto la sua nobile attività nel ruolo di primario chirurgico al Policlinico Sassarese e di professore associato all’Università», ha osservato il sindaco Giammario Chessa. A Marco Spissu, dedito al bene altrui e con un la cui abnegazione purtroppo gli è costata la vita, il Comune di Giave, come dovere morale e ad imperituro ricordo, intende dedicare il nuovo ambulatorio che sorgerà nei locali dell’ex Banco di Sardegna, al piano terra del municipio e il cui allestimento, sia sul piano prettamente burocratico sia su quello strutturale, è in fase di definizione».

Un segno tangibile e concreto dell’affetto con il quale gli abitanti del piccolo centro, abbarbicato sulla collina che porta alla chiesetta dedicata ai Santi Cosma, Damiano e Pantaleo, a un anno dalla scomparsa, ricordano il professor Spissu, e dello sgomento per la perdita di un “grande uomo” che, con la sua carica di umanità, ricchezza culturale ed inimitabile capacità operativa, si era saputo conquistare la stima profonda e sincera di quanti avevano la possibilità di conoscerlo e frequentarlo. L’amore per il paese d’origine della sua famiglia, ereditato fin dai primi vagiti dalla madre Maria Sechi e dal padre Pantaleo, maresciallo dell’aeronautica militare morto a 103 anni, lo legava in modo netto e inseparabile al bel centro del Meilogu Logudoro nel quale tuttora vivono e operano i parenti. Per lui era un motivo di orgoglio e lo stimolo per un’assidua frequentazione del paese, una visita ai suoi cari che lo trovava in prima linea in tutte le occasioni e in particolare nei confronti della zia paterna, Maria Cosima Spissu, una delle centenarie del paese che, in occasione dell’ultimo compleanno, il professor Spissu festeggiò con i familiari ed amici offrendole la torta augurale.

Emidio Muroni

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