Verso la gestione dei beni archeologici

Il Comune ha inviato a Roma e a Cagliari la proposta per la stipula dell’accordo

PORTO TORRES. La tanto invocata convenzione per la tutela, valorizzazione, conservazione e gestione dell’immenso patrimonio archeologico turritano muove i suoi primi passi nel mandato del sindaco Massimo Mulas. Lo scorso 30 marzo, infatti, l’amministrazione comunale ha inoltrato alla Direzione generale Archeologia Belle Arti e Paesaggio, alla Direzione generale Musei e agli organi periferici per la Regione Sardegna del ministero della Cultura, la proposta per la stipula di un accordo per la gestione e valorizzazione dei beni archeologici presenti nell’area urbana e periurbana di Porto Torres.

«Facendo seguito all’impegno preso nella commissione cultura del 7 gennaio, e nel rispetto delle linee programmatiche del sindaco, abbiamo inoltrato la proposta redatta con il contributo del presidente del consiglio Franco Satta. Ora attendiamo il riscontro dagli enti preposti» afferma l’assessora al Patrimonio Archeologico Maria Bastiana Cocco.

Con questo atto l'amministrazione guidata da Massimo Mulas conferma la volontà di partecipare a tutti i processi inerenti il ricco patrimonio archeologico turritano. A partire dagli anni '90 del secolo scorso, quando il Comune acquistò da privati un'importante zona d'interesse archeologico confinante con aree demaniali che provvide a recintare per garantirne la custodia, conservazione e tutela in collaborazione con la Soprintendenza, l'interesse per il patrimonio storico costituito dalle vestige dell'antica Turris Libisonis e non solo è cresciuto notevolmente. «La sottoscrizione di un documento condiviso rappresenterà il punto d’arrivo dell’evoluzione del proficuo rapporto di collaborazione, consolidatosi negli anni, fra gli uffici periferici del ministero della Cultura e il Comune – sostiene l’assessora Cocco –. Il tutto nel rispetto delle rispettive competenze, gli sforzi congiunti attuati nell'ambito della tutela, conservazione e valorizzazione che hanno consentito per decenni l'apertura al pubblico della vasta area archeologica di proprietà comunale adiacente al Museo Archeologico Nazionale Antiquarium Turritano e la sua costante manutenzione». Con la stipula di un accordo, il Comune potrà finalmente partecipare a bandi di finanziamento regionali, nazionali ed europei nei quali risulta obbligatoria, oltre alla proprietà dei beni, anche la partecipazione diretta alla gestione.

Emanuele Fancellu

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