La Nuova Sardegna

Sassari

Deposito con l’eternit, 53enne assolto

di Nadia Cossu
Deposito con l’eternit, 53enne assolto

Era accusato di inquinamento dopo che un rogo distrusse il suo magazzino a Tissi

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SASSARI. Era accusato di aver depositato «in modo incontrollato – così scriveva la Procura – rifiuti costituiti da un’autovettura, elettrodomestici quali lavatrici, mobili e similari, un banco sega a nastro, parti di auto, eternit e bombole di ossigeno». Ieri mattina il giudice lo ha assolto dall’accusa di inquinamento ambientale.

Il 30 aprile del 2018 in quel magazzino che un 53enne di Tissi aveva in locazione era scoppiato un incendio e c’era stata anche un’esplosione che aveva creato il panico in via Municipale, nel centro storico del paese. Proprio la presenza dell’eternit aveva richiesto anche l’intervento della squadra specializzata Nbcr (nucleare, biologico, chimico e radiologico) dei vigili del fuoco che aveva fatto uscire alcuni residenti dalle proprie abitazioni per accertare che non ci fossero danni strutturali e poi aveva avviato le operazioni di messa in sicurezza. Il 53enne era stato indagato e poi rinviato a giudizio per inquinamento ambientale. Ieri il giudice Antonietta Crobu, accogliendo la richiesta dell’avvocato difensore Ivan Golme, ha assolto l’imputato «perché il fatto non sussiste». Impossibile, secondo il legale difensore, accertare se quei rifiuti fossero o meno in buone condizioni prima che scoppiasse l’incendio e quindi nessuna responsabilità poteva essere attribuita al suo assistito.

I carabinieri della stazione del paese, coadiuvati dai colleghi del Nucleo operativo ecologico, avevano messo sotto sequestro il locale su incarico della Procura di Sassari. Quella mattina intorno alle 7 si era temuto il peggio: prima la combustione, poi le fiamme e infine un’esplosione che aveva fatto saltare in aria il tetto del magazzino. Lamiere, pezzi di motore, impianti elettrici e molti altri rifiuti speciali erano stati ammucchiati, incautamente. Qualcuno del vicinato aveva dato l’allarme perché il fumo aveva reso l’aria irrespirabile e sulla strada avevano cominciato a volare pezzi di metallo. Il calore aveva fatto saltare in aria anche il tetto in eternit e scaglie di amianto erano finite a pochi passi dalle porte delle case.

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