La Nuova Sardegna

Sassari

Casa Serena, la Coopas gestirà il nuovo corso

di Giovanni Bua
Casa Serena, la Coopas gestirà il nuovo corso

La cooperativa sassarese che già guida la struttura si è aggiudicata l’appalto Tra le novità: meno ospiti, più controlli, assistenza infermieristica 24 ore su 24

3 MINUTI DI LETTURA





SASSARI. Sarà la Coopas a gestire il nuovo corso di Casa Serena. La cooperativa sassarese, che già cura la casa di riposo comunale di via Pasubio, oltre che Sa Villa a Ittiri, Regina Elena e Osilo e Villa Gardenia a Ossi si è infatti aggiudicata il bando per la gestione battendo la concorrenza della coop sociale Aldia di Pavia, la Quadrifoglio di Pinerolo (in provincia di Torino), la bergamasca Kcs Caregiver, la barese Medihospes e la Seriana di Cesenatico, tutte già presenti nell’Isola.

Il bando, la cui assegnazione è stata perfezionata ieri prevede l’assegnazione del servizio per un anno, con un importo a base di gara di circa 2 milioni e mezzo, prorogabile ad altri due per ulteriori 5 milioni e 200mila euro.

In realtà il contratto originario per la gestione della Casa di via Pasubio, di tre anni più due, era scaduto nel settembre 2019, ma i lavori della Commissione di gara sono stati prima rallentati e poi sospesi a causa dall’emergenza e l’appalto era stato prorogato con la ditta Coopas fino al 31 luglio. Poi una ulteriore proroga, per riscrivere da capo il capitolato e adeguarlo al nuovo quadro disegnato dall’emergenza pandemica. Di cui Casa Serena è stata drammaticamente protagonista nella primavera 2020.

Molte le novità, a iniziare dal numero degli ospiti, con i nuovi accessi congelati già da luglio e gli anziani che da 153 scendono a 97, di cui 11 totalmente o parzialmente autosufficienti e 86 che necessitano di assistenza continuativa. Il cuore è «l’esecuzione dei servizi programmati in funzione della massima sicurezza, per gli ospiti e per gli operatori, rispetto ai rischi connessi alla pandemia tuttora in corso», e ancora «la previsione di misure specifiche idonee a garantire la massima prevenzione dai rischi di contagio nell’ambito della struttura». Il tutto con «una gestione ispirata al concetto di global service fondata sulla individuazione di un solo interlocutore operativo per l’espletamento dei servizi».

Meno ospiti, più servizi e controlli, un unico responsabile insomma. Con il Covid che spunta a piene mani nel dettagliato capitolato di 32 pagine. A iniziare dall’assistenza infermieristica, garantita 24 ore su 24 da 7 infermieri per almeno 38 ore settimanali ciascuno. Poi la creazione di un’area ibrida per eventuali quarantene dopo le dimissioni dall’ospedale e una di isolamento per eventuali casi di ospiti Covid-positivi o affetti da altre patologie che rendano necessario impedire loro contatti con altri ospiti. E ancora la misurazione per tutti della temperatura e della saturazione almeno due volte al giorno, ma anche il supporto agli ospiti nell’effettuazione di chiamate o video-chiamate ai loro parenti sopratutto nel caso in cui non potessero incontrarsi, uno dei punti più dolenti dell’emergenza. E ancora l’obbligo di approvvigionarsi di Dpi, di gel igienizzante, la gestione della ristorazione, con l’adeguato distanziamento fisico durante i pasti, la creazione di percorsi di entrata e uscita, la possibilità di servire gli anziani in camera. La pulizia e sanificazione dei locali tutti i giorni della settimana, compresi i festivi. Capitolo dedicato anche per l’animazione, con eventuali attività da organizzare in gruppi poco numerosi, in spazi ampi e arieggiati, o all’aperto.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative